Artillery – Recensione: The Face Of Fear

Anche se forse sono un mito solo per una minoranza dei fan del metal anni ottanta i danesi Artillery rimangono una di quelle band a cui si rimane volentieri affezionati. La perseveranza dei fratelli Stützer rientra di diritto tra i tanti esempi di resilienza che rendono il nostro genere forse un po’ diverso dagli altri e una delle motivazioni per cui tanto ci appassiona… In questi casi è però facile scoprire che tanti di quelli che seguono il gruppo ancora oggi siano in realtà molto più legati alle vecchie uscite, piuttosto che agli album recenti, per quanto magari validi.

Se è però un peccato che dischi come “When Death Comes” o il recente “Penalty By Perception” non abbiamo raccolto un successo più ampio, questo nuovo “The Face Of Fear” rimane un poco al di sotto dello standard tenuto dopo la reunion del 2007. Un minor entusiasmo che deriva da un songwriting che non trova sempre soluzioni particolarmente azzeccate o originali, rimanendo prigioniero di schemi già usati, con momenti di pura velocità, altri passaggi più aggressivi e linee vocali molto melodiche e vicine al classic metal. Si tratta di una formula che in passato ha regalato brani davvero eccellenti, ma che qui finisce troppo spesso per esaurirsi in ritornelli un po’ fiacchi e un riffing davvero scontato (la title track crediamo possa essere un buon esempio di tale riciclo).

Alcune singole canzoni davvero belle ci sono e in qualche modo contribuiscono ad alzare la media. Un buon esempio di ciò è “Crossroads To Conspiracy”, ricca di cambi ritmo e carica della giusta tensione. Così come la velocissima “Sworn Utopia”, sicuramente non troppo originale, ma almeno bella piena di energia. Sono però più di uno i passaggi a vuoto, esempi di scarsa creatività e del tutto anonimi come “Thirst For The Worst”, caratterizzato da una linea vocale piuttosto ripetitiva e da passaggi melodici troppo prevedibili, oppure la davvero troppo seduta “New Rage”. Non del tutto convincente il tentativo di buttarla sulla melodia più heavy rock di “Pain”, ci persuade invece abbastanza il riffing iper-borchiato di “Through The Ages Of Atrocity”, più che altro per la dinamica con cui la band riesce a gestire il pezzo, portandolo ad un’apertura sul ritornello che fa la sua buona figura. Alla fine, anche grazie ad una bella botta thrash come “Preaching To The Converted”, luci ed ombre più o meno si compensano, ma da una band dalle qualità elevate come gli Artillery mi sarei aspettato di più.

Un piccolo passo falso che non inficia comunque la grandezza di una formazione che rimane di valore notevole, speriamo solo con il prossimo album di ritrovarli in un momento di maggiore ispirazione.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Face Of Fear 02. Crossroads To Conspiracy 03. New Rage 04. Sworn Utopia 05. Through The Ages Of Atrocity 06. Thirst For The Worst 07. Pain 08. Under Water (instumental) 09. Preaching To The Converted

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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