Lonewolf – Recensione: Army Of The Damned

Quarto album per i Lonewolf che non accennano a cambiare una virgola da una formula rodata e soddisfacente. “Army Of The Damned” arriva dopo tre anni dal precedente “The Dark Crusade” ed è pronto a far da sfondo ai prossimi live show della band francese, autrice di ottime performance che sanno emozionare.

Possiamo affermare che la produzione e songwriting nel corso degli anni sono senz’altro migliorati e il risultato è un album quadrato e roccioso come “Army Of The Damned”, che vanta tracce di sicuro impatto. I difetti del disco, se possiamo definirli tali, sono fondamentalmente legati ad una forte e quasi eccessiva somiglianza ai riff dei Running Wild, sicuramente la band che ispira maggiormente i francesi, nonché ad un’eccessiva distorsione delle chitarre ed una linea vocale in stile aggressivo-abrasivo che alla lunga non convince in pieno.

Per quanto riguarda i riferimenti alla band crucca basti ascoltare l’opener ‘Lonewolf’: dopo un intro acustica di buon livello il brano esplode con un riff che sembra preso in toto da uno dei classici dei pirati tedeschi; in seguito la voce di Jens Borner (più roca e aggressiva di quella di Rock’n’Rolf; per restare in Germania potremmo dire che la linea vocale assomiglia di più a quella di Boltendahl dei Grave Digger) ci riporta alla realtà e ci permette di intendere che si tratta di un’altra band… ma le similitudini sono davvero tante.

Anche il secondo brano, ‘Crawling To Hell’, cadenzatone-cavalcata di pure metallo, ricalca in pieno un’altra tipologia di brano in stile Running Wild; di certo il pezzo è davvero tosto e piace sin dal primo ascolto.

I Lonewolf si discostano totalmente dalla loro principale matrice compositiva a partire dalla title-track, più epica rispetto alla norma e di buon impatto melodico; qui possiamo lodare la voce baritonale di Jens, che riesce a infondere il giusto pathos.

I primi Helloween fanno capolino nell’altrettanto riuscita ‘Hellbent For Metal’, brano speed che colpisce diretto come un treno e ci fa conoscere i Lonewolf più veloci, così come ‘Cold’, altra song di buon impatto. Alex Hilbert (chitarra solista) si ritaglia il suo momento di gloria in ‘Soulreapers’, song che deve tutto il suo fascino ad un’ottima melodia di chitarra che permea tutto il brano, asolo compreso. Altro brano riuscito è ad esempio il cadenzato ‘The Last Defenders’, in cui si nota ancora il gusto per la melodia di Alex ed il lavoro effettuato dagli ottimi cori.

Sottolineiamo poi che nella pesante ‘The One You Never See’ partecipa anche come ospite alla voce Blaze Bailey, ma purtroppo il brano si rivela uno dei pochi anonimi presenti sul disco. Possiamo concludere facendo presente che “Army Of The Damned” non dona nulla di nuovo ma un discreto numero di song che divertono e convincono.

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Lonewolf
02. Crawling To Hell
03. Army Of The Damned
04. Hellbent For Metal
05. Soulreapers
06. Celtic Heart
07. The Last Defenders
08. Cold
09. The One You Never See
10. Tally Ho


Sito Web: http://www.myspace.com/metalonewolf

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