Arise In Chaos – Recensione: Terminal Cognition

Una sferzata di adrenalina pura attraverserà il vostro corpo durante l’ascolto di questo “Terminal Cognition“, secondo full-lenght degli Arise In Chaos, band originaria di Denver, Colorado, che arriva a pubblicare questo album con la EMP Label Group, etichetta discografica messa su da un certo David Ellefson. Le coordinate stilistiche vanno ricercate in quel sottogenere del Thrash Metal conosciuto come Groove Metal che vede nei Pantera i veri numi tutelari di una pletora di band che fanno dell’aggressività, dell’impatto e della ferocia il proprio credo. Rispetto al debut album, “Civilization Decay“, ritroviamo del nucleo primigenio solo il cantante Dustin Griboski e il batterista Jer Matheson ma questo non ha arrestato il processo di crescita e maturazione della band che realizza un disco potente, ricco di idee interessanti, mai banale.

Come nella cover dell’album, anche voi resterete folgorati dall’incidere di “Nero“, opener che alterna parti strumentali veloci e d’impatto ad altre più cadenzate, cariche di groove al quale sarà difficile resistere e non lanciarsi in un headbanging selvaggio. “By Your Own Hand” si muove su ritmiche rallentate, un mid-tempo giocato sul rifframa sincopato di Nick AllenAdam Landreth. Sezione ritmica sugli scudi in “The Divine” con la batteria di Matheson a dettare il tempo di un brano superbo e avvincente. La successiva “Hell Bent“, mid-tempo roccioso, ci introduce all’accoppiata “Siren“-“Violent Colors” che ampliano ulteriormente lo spettro emozionale del disco con il loro mood oscuro, a tratti apocalittico, in cui l’amalgama delle singole capacità tecniche ed espressive raggiunge livelli qualitativi molto alti.

Ancora storditi della carica tensiva ed emozionale del precedente brano veniamo travolti dalla rabbia che si cela in “All We Know“, dalla potenza di un brano introspettivo e agonizzante come “Reflections“. La chiusura di questo ottimo “Terminal Cognition”  è affidata alla vigorosa “Drivin“, traccia urlata e non cantata da Griboski, e “Arise in Chaos” che racchiude in sé tutti gli elementi che faranno la fortuna di questo disco e di questa band: riff dalle trame sincopate e ricercate che denotano una cura maniacale in fase di songwriting; una sezione ritmica potente, pulsante, mai ripetitiva; la prova dietro al microfono di Griboski, dotato di una voce in grado di variare registro stilistico senza perdere mai credibilità o risultare forzata.

Nonostante gli Arise in Chaos siano una band giovane e siano solo al secondo album danno prova di una maturità compositiva che li candida ad essere una delle novità più interessanti del panorama della scena estrema. Diamo loro il tempo di affinare ulteriormente lo spettro di soluzioni da adottare e non vediamo l’ora di ascoltare il prossimo album.  

AriseInChaosCoverAlbum

Voto recensore
7.5
Etichetta: EMP Label Group

Anno: 2016

Tracklist: 1. Nero 2. By Your Own Hand 3. The Divine 4. Hell Bent 5. Siren 6. Violent Colors 7. All We Know 8. Reflections 9. Driven 10. Arise In Chaos
Sito Web: https://www.facebook.com/ariseinchaos/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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