Krisiun – Recensione: Arise From Blackness

Nonostante una qualità di proposta che rimane altalenante i brasiliani Krisiun sono senza dubbio una delle più importanti realtà della scena death metal underground. Veri difensori della Fede i nostri hanno percorso vent’anni della storia del genere mettendo passione in ogni nota e suonando concerti ovunque fosse possibile, conquistandosi così un solido following che li ha tenuti a galla anche in un business musicale sempre più in crisi.

E un’uscita come questo “Arise From Blackness” è propria rivolta a questo zoccolo duro di seguaci che potrà finalmente placare la propria voglia di completismo aggiungendo alla discografia anche le prime e oggi difficilmente reperibili incisioni della band.

Il disco ripropone infatti per intero la scaletta del debutto EP “Unmerciful Order”, datato 1994, più i quattro brani compresi nello split “Curse Of the Evil One”. All’epoca la band era piuttosto lontana dal compatto e brutale sound delle migliori uscite, ma costruiva la propria proposta attraverso un grezzo suono dal timbro decisamente underground che prendeva a piene mani dalla tradizione della scena brasiliana e americana del death-thrash più violento e ne enfatizzava ulteriormente l’estremismo strizzando l’occhio a quanto fatto da band aggressive come Deicide e compagnia satanica.

Le principali caratteristiche dei Krisiun così come li conosciamo ci sono però già tutte: dalla cattiveria dei blast beat, alla chitarra di Moyses Kolesne lanciata costantemente a velocità folli, fino alle vocals brutali, ma il risultato è ancora abbastanza caotico e slegato.

Non di meno il fascino di certe sonorità veraci è forse oggi ancora maggiore che all’epoca e ci ricorda un momento in cui a contare erano la dedizione e la voglia di distinguersi. Tenendo conto poi che con tutte le loro imperfezioni canzoni come “They Call Me Death”, “Crossing Toward Hell” o “Propehecies Of The Plague” riescono a comunicare un senso di oscura malvagità e vera eccitazione che oggi molte produzioni formalmente perfette si scordano. Un cimelio recuperato per la gloria imperitura del vero death metal!

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media

Anno: 2012

Tracklist:

01. They Call Me Death
02. Unmerciful Order
03. Crosses Toward Hell
04. Agonize The Ending
05. Summons Of Irreligious
06. Meaning Of Terror
07. Infected Core
08. Insurrected Past
09. Rises From Black
10. Sinner's Scorn
11. Evil Mastermind
12. Prophecies Of The Plague
13. The Dead Are Rising Up


Sito Web: http://www.krisiun.com.br/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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