Aries Field – Recensione: The Halo Behind The Sun

Progetto del vulcanico Fabio Stroppa, gli Aries Field sono una oggi-one-man-band attiva dal 2013 e con alle spalle un album di prog sperimentale pubblicato nel 2018, dopo cinque anni di lavoro. The Halo Behind The Sun” si pone come ideale continuazione del medesimo percorso di ricerca ed assestamento, sposando la forma di un concept album in quattro parti basato sugli avvenimenti della seconda guerra ed abbracciando le coordinate stilistiche di un dark heavy nordico dalle forte connotazioni atmosferiche. Nonostante una produzione funzionale, il disco non nasconde le sue ambizioni: orchestrazione ed arrangiamenti vanno ben oltre la media dell’autoprodotto (Warrior”) e si avverte, soprattutto in quegli intermezzi che non perdono mordente, la piacevole tensione tipica del prodotto che vuole diventare grande. Meno convincente suona invece la deriva alternative che la band ha scelto di imboccare, in nome della quale viene costantemente evitata la soluzione facile del bridge che costruisce, del ritornello che sfocia o della melodia semplice di un bell’assolo. Che questo disco punti ad essere qualcosa di differente, ancor prima che alternative, è immediatamente chiaro quanto sinceramente apprezzabile: se il semplice proponimento sia sufficiente a dare al progetto una forma nuova e riconoscibile è invece il principale dilemma da risolvere con l’ascolto.

Per raccontare quello che The Halo Behind The Sun” (non) è mi è venuto in mente The Closing Chronicles (Nightingale, 1996): dove Dan Swano riusciva a coniugare magistralmente freddezza, atmosfera e musicalità, gli Aries Field si fermano alla promessa di una tavola italiana ben apparecchiata sulla quale le portate vengono però servite a singhiozzo. La scelta effettuata è quella di una tonalità spesso calante, di certo coerente con il triste tema bellico del concept ma meno efficace dal punto di vista del puro coinvolgimento: gli Aries Field fanno poco per piacere, insomma, e l’azzardo autoriale non sempre paga. Gli episodi più pop-rock sono quelli che, forse per minore ambizione, suonano più piacevoli all’ascolto: “Words Before Dawn” è quanto di più normale sappia offrire questo disco, e nella sua natura piccola e terrena risulta ottima, nonché innestata con ammirevole sensibilità nella successiva (e strumentale) “Veil Of Innocence”. Dall’altra parte della barricata succede invece che Where The Sun Won’t Fall” potrebbe essere una ballad dal buon impatto corale se non fosse anch’essa incartata nel finale, l’ottimo riffing di The Man Against The God” soffre del medesimo calo di prestazione che a lungo andare ne frustra un po’ gli ardori iniziali e la conclusiva Battle Of Nevermore” lascia un po’ di amaro in bocca, quando implode sotto il peso dei suoi sette minuti abbondanti.

Se non fosse per una presenza vocale non sempre robusta, che sottrae alla solidità dell’impianto (“Material, Sword Of Time”) invece che tenerne insieme le molteplici parti, The Halo Behind The Sun” sarebbe non un semplice “secondo disco”, ma piuttosto un nuovo debutto di complessità meglio risolta. Allo stato delle cose sembra che alla successione dei suoi movimenti (“atti”) manchi un po’ di collante: nonostante un impatto tutt’altro che negativo, le sue tracce somigliano al momento più a spezzoni di colonne sonore – alcune più riuscite, come Revelation” – tenute debolmente insieme dall’artificio del racconto che non ad un qualcosa di veramente pulsante, irrorato, organico. La sensazione che si ricava ascoltando queste quindici tracce è quella di un album al quale idee, songwriting e stile non mancano, ma ciascuno di questi elementi sembra avere bisogno prima di uno sviluppo autonomo, e poi di un innesto ordinato, per lasciare un segno significativo e mostrare la sostanza di cui sono fatti i sogni di Fabio e dei suoi compagni di viaggio.

Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2020

Tracklist: 01. Ancient Regret 02. Sentence 03. Material 04. Rage Of Freedom 05. Land Of No One 06. Sword Of Time 07. Wall Of Titans 08. Where The Sun Won’t Fall 09. Trail Of Blood 10. Warrior 11. Revelation 12. The Man Against The God 13. Words Before Dawn 14. Veil Of Innocence 15. Battle Of Nevermore
Sito Web: facebook.com/ariesfieldrock

Marco Soprani

view all posts

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login