Arena – Recensione: Double Vision

Passano gli anni, le mode, i protagonisti ma ciclicamente alcune band tornano a far capolino sul mercato, a confermare come per alcuni il bisogno di fare musica non so assopisca mai; ormai coinvolti in numerosi altri progetti (anzi vere e proprie band) i membri degli Arena si riuniscono e ci sottopongono questo nuovo “Double Vision” dopo l’ottima accoppiata “The Seventh Degree Of Separation” e “The Unquiet Sky”.

Già a partire da “Zhivago Wolf” la chitarra di John Mitchell ha un certo spessore hard anche se ci pensano le tastiere di Clive Nolan a stemperare le atmosfere facendole rientrare in pieno contesto progressive rock; ottima l’interpretazione di Paul Manzi al microfono, ormai perfettamente integrato nel mood e a pieno titolo il miglior cantante che la band abbia mai avuto.

Vengono lasciati un po’ in disparte gli assoli di chitarra che tanto abbiamo imparato ad apprezzare in Lonely Robot, Frost* e Kino; però quando Mitchell ne scorge la necessità eccone fuoriuscire ricchi di pathos come in “Scars” (come si dice, pochi ma buoni) canzone delicatamente prog.

Piace di quest’album il ritmo d’insieme dato da momenti più sostenuti (sempre di classe Mick Pointer alla batteria) come “Red Eyes” e altri soffusi… il tutto in un’apoteosi della melodia dal riconoscibile retrogusto inglese.

L’epica “The Legend Of Elijah Shade” è il degno finale di un lavoro pregno di classe e senso della misura ma al contempo permeato di un’inaspettata modernità; Manzi sugli scudi in una suite molto dinamica con più di un punto di contatto coi Threshold (ricordiamo che Karl Groom come ingegnere si è occupato della registrazione di tutti gli strumenti escluse le chitarre) a coronamento di un matrimonio particolarmente riuscito tra tradizione e contemporaneità. Sarà inoltre un caso che esattamente a vent’anni di distanza da uno dei loro lavori più rappresentativi e considerati (quel “The Visitor” ristampato recentemente in versione deluxe) gli Arena pubblichino un’opera davvero ispirata e quasi esente da difetti?

Noi crediamo proprio di no…

Voto recensore
8
Etichetta: Verglas Music

Anno: 2018

Tracklist: 01. Zhivago Wolf 02. The Mirror Lies 03. Scars 04. Paradise Of Thieves 05. Red Eyes 06. Poisoned 07. The Legend Of Elijah Shade
Sito Web: http://www.arenaband.co.uk/

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