Bai Bang – Recensione: Are You Ready

Il mercato nordeuropeo dell’hard rock, sleaze e derivati si sta decisamente sovraffollando, e accanto ai volti nuovi ricompaiono anche i “veterani”, come i Bai Bang appunto, che nonostante in vent’anni di carriera abbiano prodotto soltanto sei album in studio, riusciranno a destare interesse negli amanti di lacca, lustrini, spandex e cappellaci da cowboy.

Non c’è nessuna pretesa di stile raffinato nella musica di questo quartetto svedese, ma del resto non è quella l’intenzione. La musica dei Bai Bang è immediata e poco colta, fatta da riff semplici e magniloquenti al tempo stesso, su cui si appoggiano lunghe parti corali che ricordano un po’ il Bon Jovi vecchia maniera (particolarmente in “Are You Ready, I’m Ready”). Dall’iniziale “I Love The Things You Hate”, assolutamente deliziosa nel suo ritmo vivace, alla conclusiva “Bigtime Party”, il cui titolo è già indicativo sul tema, passando per gli intermezzi di “Party Queen” e della più dura “We Come Alive”, i Bai Bang si divertono e fanno divertire, senza pretese di innovazione, ma sempre nel nome del buon vecchio rock. In fondo però va bene così, giusto? Da segnalare infine la presenza di Ryan Roxie, che esegue un assolo di chitarra in “Only The Best Die Young”, l’immancabile ballad struggente che aggiunge una sfumatura di sentimentalismo in un disco che altrimenti marcerebbe a cento all’ora fissi.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Heaven / Frontiers

Anno: 2009

Tracklist:

01. I Love The Thing You Hate
02. Born To Rock
03. Party Queen
04. Are You Ready, I’m Ready
05. Only The Best Die Young
06. We Come Alive
07. Longtime Cumin
08. Bad Boys
09. All The Little Things
10. Bigtime Party


Sito Web: http://www.myspace.com/baibang

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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