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Destrage – Recensione: Are you Kidding Me? No.

Orgoglio tutto italiano quello che accompagna l’ascolto di “Are You Kidding Me? No.”, non potrebbe essere altrimenti dinanzi ad un album così interessante come quello della band lombarda che risponde al nome di Destrage.

Replicare l’intensità del precedente “The King Is Fat’N’Old” (la recensione) non era facile, ma I nostri ci sono riusciti egregiamente, sfornando un album sì maturo, ma allo stesso tempo schizofrenico e pregno di spunti musicali davvero interessanti. Da sempre il songwriting del quintetto è stato imprevedibile e foriero tanto di melodie tipiche del Metalcore quanto di sfuriate di Rock And Roll iperpompato, anche in questo caso l’attitudine è stata confermata.

Ad aprire le danze ci pensa “Destroy Create Transform Sublimate” e la maestria dei ragazzi irrompe con un fraseggio di chitarra che ricorda il mago delle otto corde Tosin Abasi, ben presto ci si lancia in un vortice di ritmiche violente ed articolate, nulla è scontato, così come il cantato di Paolo Colavolpe, che alterna sapientemente passaggi semi-puliti e melodici con altri più cavernosi e brutali, c’è spazio anche per un intermezzo dal sapore fusion ed un finale fatto di beats elettronici. Tutto ciò potrebbe apparire eccessivo in un unico brano, ma loro sono così ed hanno tanto da dire.

Segue Purania e nuovamente le chitarre di Matteo Di Gioia e Ralph Salati sono protagoniste con un riff tritaossa, i suoni non appaiono pompati, mantengono la loro naturalezza senza voler strafare; si torna sull’ottovolante per un altro giro, il tutto condito da toni quasi “comici”. “My Green Neighbour” (il video) è uno degli episodi meglio riusciti, fenomenale il passaggio prima della strofa finale, una sorta di Mathcore alla The Dillinger Escape Plan che sfocia in un riff mastodontico.

Tra le altre occorre citare “Where The Things Have No Colour”, un brano più introspettivo, che mette in risalto i momenti di riflessione che ognuno ha, quelli in cui per l’appunto le cose sembrano non avere colore; qui viene messa da parte l’anima burlona del combo milanese ed i Destrage si aprono ad ambientazioni melodiche e di più facile assimilazione;  “Waterpark Bachelorette”, in cui ancora una volta ad emergere è il grande lavoro svolto dai due axemen, soprattutto nell’assolo che ricorda le atmosfere create da Vinnie Moore. A concludere il lotto ci pensa la titletrack “Are You Kidding Me? No.” ed il vortice torna ad impadronirsi dell’ascoltatore, quasi otto minuti di intensa attività in cui ognuno dei musicisti offre il meglio di sè, come nel passaggio in cui chitarre, basso e batteria dialogano sapientemente tra loro, trova spazio anche uno scorcio folcloristico-zingaresco, fatto di chitarre acustiche e trombe, che poi sfocia in un assolo senza fine in un crescendo epico, che lascia senza fiato.

Un album davvero azzeccato, senza cali di tensione o tentennamenti, non c’è altro da dire.

Voto recensore
8.5
Etichetta: Metal Blade

Anno: 2014

Tracklist:

01. Destroy Create Transform Sublimate
02. Purania
03. My Green Neighbour
04. Hosts, Rifles & Coke
05. G. O.D
06. Where the Things Have No Colour
07. Waterpark Bachelorette
08. Before, After and All Around
09. Obedience
10. Are You Kidding Me - No


Sito Web: https://www.facebook.com/Destrage

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