Antropofagus – Recensione: Architecture Of Lust

Con il solo chitarrista Meatgrinder a fare da anello di congiunzione con il passato remoto tornano a pubblicare un album sulla lunga distanza dopo oltre 12 anni i death metal masters genovesi Antropofagus. Si tratta senza dubbio di un’uscita molto attesa dall’underground nostrano e non solo, visto il culto che nel corso degli anni è sempre rimasto legato al debutto “No Waste Of Flesh”, ma questo nuovo “Architecture Of Lust” sarà probabilmente in grado di placare finalmente l’appetito dei fan.

Sono passati è vero parecchi anni da allora, ma sicuramente la proposta degli Antropofagus non risulta al giorno d’oggi così datata come si potrebbe pensare: il death metal brutale e dalle tinte horror-gore è in fondo un trend mai sopito del sottobosco metallico e questi musicisti mostrano sicuramente una preparazione adeguata ai tempi attuali.

Di certo non ci si può inventare nulla restando all’interno del genere così come tutti lo conosciamo, ma  in song come “Sanguinis Bestiae Solium”, “The Lament Configuration” e “Exposition Of Deformities” potrete comunque trovare una sufficiente varietà di ritmi, un riffing corposo e dinamico che non vi permetterà un vero momento di stasi espressiva, il tutto accompagnato da un’incisione di buona qualità che oggi è assolutamente necessaria per far risaltare un proposta come questa.

Se i brani più veloci sono una vera legnata a cavallo tra tradizione death metal e insana brutalità, appena la band sceglie la via del groove, come accade soprattutto in “Sadistic Illusive Puritanism” o nella marziale “Det Helgerån Av Häxor”, ci rende conto della grande potenzialità di questa forma che forse gli Antropofagus hanno sfruttato sin troppo poco in questa uscita (almeno a nostro gusto).

Non di meno “Architecture Of Lust” è un disco di ottima qualità, che si pone allo stesso livello di uscite di grande respiro internazionale e sicuramente un passo avanti a gran parte dell’underground di genere. La scena death metal ha riacquistato un nome a cui far riferimento indiscriminato. Non mancate di dar loro il giusto supporto.

 

 

Voto recensore
8
Etichetta: Comatose Music

Anno: 2012

Tracklist:

01. Architecture of Lust
02. Sanguinis Bestiae Solium
03. Demise of the Carnal Principle
04. The Lament Configuration
05. Exposition of Deformities
06. Eternity to Devour
07. Sadistic Illusive Puritanism
08. Blessing Upon My Redemption
09. Det helgerån av häxor (outro)


Sito Web: http://www.myspace.com/antropofagusmusic/music

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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