Arabrot – Recensione: Who Do You Love

A due anni dal celebrato “The Gospel” (che li ha portati addirittura a vincere un Grammy in patria), gli Arabrot ritornano con un album che richiama gli Swans sin dal titolo e  dalla conturbante copertina. Eppure,  pur con il gruppo di Michael Gira (che ha sempre fatto parte delle coordinate musicali della band, basta ascoltare l’insostenibile marzialità di “Solar Anus“) ben presente,  “Who do you love” si spinge oltre, e l’accessibilità emotiva di “The Gospel” diventa ricerca ostinata della melodia e di una deviata orecchiabilità. A fronte di questo sforzo lodevole, tuttavia, il risultato è altalenante, ed evidenzia i limiti (oppure, volendo essere ottimisti, le possibilità di crescita) della formazione norvegese, che da una parte non riesce a comporre canzoni definitivamente efficaci, dall’altra fatica ad elaborare  e personalizzare i modelli musicali presi in prestito. Non basta infatti omaggiare il Nick Cave primitivamente blues degli anni ’80 (“The Warning“) o quello più gotico di “Let Love In” (“Sinnerman“, fra l’altro una delle canzoni comunque più memorabili della raccolta, merito della capacità affabulatoria di Kjetil Nernes), tantomeno inventarsi una rarefatta ballata per voce e tastiere (“Pygmalion“, imbarazzante) a costruire un disco convincente. Meglio allora ripartire da suoni con cui si ha maggiore familiarità, e per questo, meno paura di osare, come in “A Sacrifice” (i Killing Joke persi di notte nel cuore di una foresta scandinava), in “Look Daggers” (memore della lezione dei Cop Shoot Cop di “Any Questions Later“) o nel genuino industrial rock di “The Dome“. Sfuggono a qualsiasi recriminazione due brani, la reiterazione irresistibile di “Maldoror’s love” (singolo di punta e, a mio parere, il pezzo da cui potrebbe ripartire la band) e la malinconia pacificata di “Sons and Daughters“. Troppo poco, comunque, per un gruppo che solo due anni fa aveva lasciato senza parole e commosso con il dolore accecante di “The Gospel“; forse è proprio per questo motivo, per le aspettative create e per le capacità che tutti riconoscono loro, che gli Arabrot sono una delle poche formazioni, da cui è inaccettabile ricevere un lavoro semplicemente carino.

Voto recensore
6
Etichetta: Pelagic Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Maldoror's Love 02. The Dome 03. Warning 04. Pygmalion 05. Serpents 06. Sinnerman 07. Look Daggers 08. A Sacrifice 09. Sons and Daughters 10. Uniform of a Killer
Sito Web: https://arabrot.bandcamp.com/album/who-do-you-love

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