Otargos – Recensione: Apex Terror

“Apex Terror”, quinto studio album dei francesi Otargos, segna profondi cambiamenti in seno alla band, ovvero una line-up quasi completamente rinnovata (restano solo il master mind Dagoth – in formazione in pianta stabile dal 2001 – e il drummer Thyr, presente dal 2010) con i nuovi acquisti Void alla chitarra e Manu Pliszke al basso. Ma non registriamo solo una sistemazione del team, bensì un vero e proprio cambio stilistico che porta i nostri dal panorama black metal, pur evoluto e moderno, a cui erano dediti a un death/metalcore dalle tinte industrial fortemente al passo con i tempi. Del black rimane giusto il ricordo, magari da cercarsi in un brano come “Drone”, enfatico, tecnico e prossimo ai lavori di Marduk e Dark Funeral, per il resto il gruppo punta tutto sulla complessità esecutiva, alternando momenti incisivi e veloci a granitici cadenzati. Se volessimo trovare dei paragoni, potremmo citare Behemoth, Hate, Asphyx, riveduti e corretti nell’ottica attuale (e se state pensando ai Dagoba, tanto per restare in Francia, avete visto giusto). Di fatto l’album è realizzato con estrema cura, la produzione è eccellente, ogni singolo brano è perfetto nelle esecuzioni e negli arrangiamenti (citiamo tra le canzoni più riuscite la titletrack, dal sapore vagamente siderale e la pachidermica “Remnant From A Long-Dead Star) ma come ormai troppo spesso accade, non si registra nulla che elevi i transalpini sopra al grado di continuatori e mestieranti. “Apex Terror” è dunque un platter mosso da onestà e passione sincera, tuttavia non molto più di un compito ben svolto.

Voto recensore
6
Etichetta: Listenable / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Apex Terror
02.  Fleshless-Deathless
03.  For Terra
04.  Remnant From A Long-Dead Star
05.  Fallout
06.  Xeno
07.  Drone
08.  Aftermath Hyperion
09.  Versus


Sito Web: https://www.facebook.com/OTARGOSband

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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