Anvil – Recensione: Anvil Is Anvil

Un disco come “Anvil is Anvil” si racconta da solo: titolo e copertina dicono tutto quello che vi serve sapere sull’uscita in questione. Dopo il rilancio ottenuto con il documentario “The Stoy Of Anvil”, la band di Lips e Robb Reiner ha finalmente avuto il giusto riconoscimento, tornando ad avere quella piccola fetta di successo che si merita chi ha dato tutto per la storia del metal.

Va anche detto che gli Anvil hanno anche, nello stesso periodo, piazzato un paio di dischi davvero buoni, come “This Is Thirteen” e “Juggernaut Of Justice”, per poi cominciare già da “Hope In Hell” a mostrare qualche segno di indebolimento nell’ispirazione. E anche con tre anni passati da allora, questo nuovo lavoro ci racconta più o meno la stessa storia.

La versione estesa del titolo è in pratica: questi sono gli Anvil che rifanno gli Anvil, finita lì. Ci mettono ironia e divertimento, come nella un po’ ridicola “Daggers And Rum”, tirano fuori un riffone alla Judas vecchia maniera in “Up, Down, Sideways”, condito però con il classico atteggiamento smargiasso tipico dei Nostri, o semplicemente si divertono a sparare le ritmiche a mille come da tradizione speed metal in “Runaway Train”.

In scaletta si alternano mid-tempo rocciosi, come “Gun Control” (che sembra una versione più bluesy di “Forged In Fire”) o “Zombie Apocalypse”, speed song come “Die For A Lie” (che assomiglia non poco a “Jackhammer”) e brani di puro e irriverente rock ‘n’ heavy come “It’s Your Move”, un vero tributo degli Anvil allo stile Motorhead, confermato dalle parole “Ace of spades and the joker is wild”, contenute nelle liriche.

Che aggiungere? Se li criticate dicendo che gli Anvil sono sempre uguali, credo che Lips lo prenderebbe come un complimento. In fondo la stessa cosa l’hanno fatto per tutta la carriera band come Motorhead e AC/DC, quindi va benissimo se la fanno anche loro. Rimane però evidente che, se non siete dei fan super affezionati, un disco come “Anvil Is Anvil” può essere del tutto superfluo. Per chi invece è a digiuno della band, consigliamo vivamente di sfruttare l’occasione per andare ad ascoltare vecchi classici immortali come “Metal On Metal” o “Forged In Fire”.

anvilalbumnov

Voto recensore
6,5
Etichetta: Steamhammer

Anno: 2016

Tracklist: 01. Daggers And Rum 02. Up, Down, Sideways 03. Gun Control 04. Die For A Lie 05. Runaway Train 06. Zombie Apocalypse 07. It's Your Move 08. Ambushed 09. Fire On The Highway 10. Run Like Hell 11. Forgive Don't Forget 12. Never Going To Stop(bonus track digipak)
Sito Web: https://www.facebook.com/anvilmetal/?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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