Anubis Gate – Recensione: Anubis Gate

Gli Anubis Gate proseguono a testa alta lungo la strada della maturazione. La band danese giunge al quinto album in carriera attraverso un doloroso cambio di line-up: il vocalist Jacob Hansen ha indossato questa volta solo i panni del produttore, lasciando il microfono al bassista Henrik Fevre. La musica, invece, all’interno di questo disco omonimo non subisce rivoluzioni, restando ancorata ad un prog metal ad ampio respiro, in cui parti morbide à la Pain Of Salvation, sono alternate ad inserti in tipico stile Ayreon. “Anubis Gate” è un disco convincente, di non facile assimilazione, ma che alla lunga soddisferà i padiglioni auricolari dei più pazienti.

E’ chiaro come il sole l’intento degli Anubis Gate di abbandonare del tutto le incursioni power sinfoniche degli esordi, preferendo un prog articolato a livello ritmico, ma musicalmente orecchiabile. L’opener “Hold Back Tomorrow” fotografa perfettamente ciò che rappresentano oggi i danesi. Riff di chitarra che scavano a fondo, aperture acustiche, melodie accattivanti e ritmiche ricercate, che gli Anubis Gate provano ad amalgamare in una ricetta perfetta. Non sempre ci riescono, perché, il voler mettere tanta carne al fuoco pone talvolta gli Anubis Gate di fronte ad un vicolo cieco, come nella contorta “World In Dome”. Ma si tratta di episodi, perché la solare “Golden Days” (non per nulla scelta come singolo apripista dell’album) mostra la sopraffina tecnica strumentale, messa a servizio di una canzone composta con gusto, cuore e cervello. La preferenza del sottoscritto va ai brani più caldi e diretti di “Anubis Gate”, ma non è escluso che qualcuno possa rimanere conquistato dalla monolitica “Circumstanced”, nove minuti di prog metal classico, impreziosita da arrangiamenti multistrato.

“Anubis Gate” non è un disco perfetto, ma merita tutta la nostra attenzione, perchè mette in mostra un gruppo di qualità ed inventiva, ormai alla continua ricerca di un songwriting personale e brillante, a cui manca ancora tanto così per poter essere avvicinato ai grandi nomi della scena. La porta di Anubi è ormai spalancata, quando lo sarà anche quella del successo?

Voto recensore
7
Etichetta: Nightmare Records

Anno: 2011

Tracklist:

1. Hold Back Tomorrow 07:04

2. The Re-Formation Show 06:19

3. Facing Dawn 04:59

4. World in a Dome 08:08

5. Desiderio Omnibus 04:45

6. Oh My Precious Life 05:01

7. Golden Days 06:26

8. Telltale Eyes 04:47

9. River 03:47

10. Circumstanced 09:08


0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login