Anthrax – Recensione: For All Kings

Gli Anthrax non sono mai stati una band a cui piace dormire sugli allori. Anche nei momenti di maggior successo le loro uscite discografiche hanno sempre denotato la voglia di non ripetere quanto già fatto, sfidando a volte anche il gusto del loro stesso pubblico.

For All Kings” arriva dopo un disco che ha rilanciato il ricongiungimento con Joey Belladonna al di sopra di ogni aspettativa, ben supportato da una costante attività live che ha riportato gli Anthrax ad avere un visibilità che mancava da parecchio tempo.

Sarebbe stato facile dare in pasto al pubblico metal un discreto disco dai tratti old school, ma Scott Ian è compagnia sono troppo onesti, troppo innamorati della loro musica per fare qualcosa in cui non credono. Ecco quindi che ci troviamo ad ascoltare un lavoro che a ben vedere ha si diversi punti in contatto con il sound Anthrax, ma che mostra l’insieme sotto una luce del tutto nuova.

Si prosegue in effetti sul percorso tracciato con “Worship Music”, per approdare ad un formato musicale nell’insieme più melodico, ma, paradossalmente, più dark e meno immediato di quanto fatto in passato. Tracce come “For All Kings” o “Evil Twin” mantengono infatti forza ritmica, ma l’approccio vocale e l’arrangiamento mitigano in qualche modo impatto, per concentrarsi su un’espressività più profonda che emerge solo dopo qualche ascolto.

Accorgersi piano piano di quale lavoro sia stato fatto per far funzionare le armonie dei brani in modo originale e per incastrare le linee melodiche della voce è quasi una rivelazione (Belladonna fornisce qui la sua miglior prestazione di sempre, senza alcun dubbio). Un bel esempio è “Breathing Lightning”, in cui si trovano sovrapposizioni armoniche ardite, cambi di ritmo e un accostamento di groove e melodie che aggiunge un tocco, che si deve per forza definire hard/prog, al bagaglio della band di New York. Impressione confermata anche da altre song, come “Suzerain” o la nervosa “All Of Them Thieves”.

Il tutto succede senza che sia possibile accusare gli Anthrax di essersi snaturati, perché questo rimane un disco dall’impronta molto heavy e l’uso dei cori e delle percussioni, come il portamento del riffing rimangono quelli tipici della band. “Monsters At The End” rimanda al disco precedente, ad esempio, ma anche canzoni come “You Gotta Believe” o “Zero Tolerance” sono profondamente legate al sound classico della band, per quanto riviste in chiave più complessa e differente. Ed è questa una dote che solo i grandi possono permettersi di mettere sul campo.

For All Kings” sarà sicuramente un disco che difficilmente piacerà a chi identifica gli Anthrax con il solo periodo scanzonato degli anni ottanta e che è inevitabilmente destinato a creare opinioni contrastanti. A noi è piaciuto in modo smisurato e saremmo contenti di ritrovare tanta voglia di mettersi in gioco da parte delle band più giovani. Sicuramente sarà tra i top album del 2016.

anthrax-forallkings

Voto recensore
8,5
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Impaled (intro) 02. You Gotta Believe 03. Monster At The End 04. For All Kings 05. Breathing Lightning 06. Breathing Out (outro) 07. Suzerain 08. Evil Twin 09. Blood Eagle Wings 10. Defend Avenge 11. All Of Them Thieves 12. This Battle Chose Us 13. Zero Tolerance
Sito Web: https://www.facebook.com/anthrax

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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