Anthrax – Recensione: Among The Living

Spegne quest’anno trenta candeline un album storico, caposaldo di uno dei più esaltanti movimenti che la storia del nostro genere preferito ricordi. Esattamente nel 1987 usciva infatti “Among The Living” degli Anthrax, capolavoro che, in quanto tra i più rappresentativi della straordinaria ondata thrash di metà anni ’80, non può che costituire un’opera maestra anche per tutto il metal in generale.

Il disco costituisce a parere di chi scrivere l’apice della carriera della band newyorkese, uno di quei platter densi di grandi classici del gruppo, ovviamente presentati in abbondanza in sede live, in cui tutto funziona a pennello dall’inizio alla fine. E’ poi proprio grazie a lavori di questo livello se, alcuni decenni più tardi, i nostri entreranno a far parte di diritto di quel grandioso show itinerante che risponderà al nome di “Big Four”.

Si aprono le danze, è davvero il caso di dirlo, con la title track, nella quale un illusorio attacco non troppo spinto fa crescere la tensione fino a esplodere in un trascinante pezzo thrash da manuale. Si prosegue sulla stessa linea con la successiva “Caught In A Mosh”, canzone che probabilmente fino ad oggi non è mai uscita dalle setlist dei concerti della band, devastante nelle sue continue sfuriate di basso e batteria, ma allo stesso tempo arricchita da un lavoro certosino alle chitarre. Il quintetto americano si dimostra insomma perfettamente in grado di coniugare potenza e perizia tecnica, abilità che mette in luce con ottimi risultati anche nelle seguenti “I Am The Law”, “Efilnikufesin (N.F.L.)” e “A Skeleton In The Closet”: tracce sempre molto varie, di durata sostenuta e mai banali.

La seconda parte del disco viene inaugurata da un altro immancabile cavallo di battaglia dal vivo per il gruppo, la bellissima “Indians”: introdotta da tamburi tribali, che presto si tramutano in una scatenata danza thrash, la canzone culmina in un ritornello fatto apposta per essere cantato in coro e vanta pure un apprezzabile messaggio sociale. “One World” ci regala quindi nuove bordate, poi alleggerite dall’introduzione acustica e dal ritmo più pacato della lunga “A.D.I. / Horror Of It All”. Si chiude infine senza cali di tensione con la solida “Imitation Of Life”.

Among The Living” è un album che non può mancare nella collezione di ogni thrasher che si rispetti. A suon di riff serrati, ritmi travolgenti e anthemici refrain, col presente lavoro Scott Ian e compagni hanno dimostrato che si poteva dire la propria in ambito thrash pur senza provenire dalla West Coast. Dimostrazione che gli Anthrax ci hanno fornito splendidamente anche in altre occasioni, ma mai in maniera così limpida come in questo caso.