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Anomalie – Recensione: Visions

Cresce bene il progetto Anomalie, band ideata da Marrok (chitarrista live degli Harakiri For The Sky) nel 2011 e giunta con “Visions” alla terza prova sulla lunga distanza. Si dice che il terzo album rappresenti una tappa importante e il musicista austriaco non tradisce le aspettative, offrendoci un platter che evidenzia ancora di più la bontà delle composizioni e i tratti caratteristici già evidenziati in occasione dei precedenti “Between The Light” (2014) e “Refugium” (2015).

“Visions” racchiude sette tracce che potremmo considerare come tappe distinte di un viaggio metafisico, ciascuna dal minutaggio lungo e dai toni variegati, dove numerosi sono i cambi di intenzione e il ricorso a soluzioni atmosferiche che creano il dovuto impatto emozionale. Notiamo come tutto, compresa la cover del Cd, paia nascondere il significato simbolico del numero sette, definito dalla numerologia come espressione del tutto e dell’equilibrio perfetto.

Le canzoni si susseguono con soluzione di continuità come i capitoli di un libro, ciascuna alterna cambi ritmici e di stile con naturalezza. Senza forzature, ogni episodio è in grado di passare da un black metal serrato e primitivo ad ariose aperture post-progressive rock di grande malinconia (il fantasma dei Katatonia aleggia sinistro e si sente), catturando l’attenzione dell’ascoltatore grazie ad una melodia portante di presa e dal mood drammatico che trova il suo apice in “Illumination”, dai ritmi inizialmente cadenzati poi sempre più vivaci, quasi a voler simboleggiare l’avvenuta illuminazione e nella conclusiva “One With The Soil”, dove le sovrapposizioni vocali (segnaliamo il cameo di Heike Langhans dei Draconian) e il break di percussioni, guidano le sorti del brano.

Gli arpeggi un poco distorti e dal sentore progressivo dipingono melodie a volte ricorsive ma che riescono a sollecitare le corde dell’emozione, creando chiaroscuri nel contesto cupo dell’album. La voce cavernosa del nostro, si lascia andare talvolta a un pulito baritonale dal tono quasi monastico che accompagna alcuni dei momenti più intimi. Oltre ai brani citati, la drammatica “The Wanderer” e “Starless Night”, un episodio più snello e dall’ampio ricorso al black, sono buonissimi esempi di questo affascinante viaggio nei territori della mente.

Voto recensore
7
Etichetta: Art Of Propaganda

Anno: 2017

Tracklist: 01. Vision I: Towards The Sun 02. Vision II: The Wanderer 03. Vision III: A Monument 04. Vision IV: Illumination 05. Vision V: Starless Nights 06. Vision VI: White Forest 07. Vision VII: One With The Soil
Sito Web: https://www.facebook.com/The.Anomalie.Experience

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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