Annisokay – Recensione: Devil May Care

Terzo album per gli Annisokay, seguito di “Enigmatic Smile” del 2015 che aveva permesso alla band teutonica di entrare nelle classifice del Paese in virtù di un mix melodico/rabbioso emozionale al punto giusto ad uso e consumo delle generazioni più giovani che si accostano alla materia.

Il nuovo CD “Devil May Care” amplifica ancora di più, se possibile, le impressioni date dalla prova in studio precedente, ponendo il gruppo nella situazione di poter essere una “next big thing” sulfilone di un genere tracciato dai Linkin Park e incattivito quel poco che basta per trovare riscontro anche fra fan meno “commerciali” del versante rock: sì, è facile intuire che gli elementi ci sono tutti, a partire dalla voce pulita che si alterna al growl, alla mancanza di assoli e a una struttura delle canzoni che non spinge mai sull’acceleratore più di tanto, se non forse solo nell’opener “Loud”, agli inserti elettronici (la voce robotica femminile in “D.O.M.I.N.A.N.C.E.” ) e agli effetti sulle voci e sugli strumenti che diventano irritanti dopo qualche canzone. Per carità, il suono è iperpompato e la capacità di scrivere brani d’impatto da parte degli Annisokay c’è sicuramente: “Blind Lane” è un gioiellino melodico e “Thumbs Up, Thumbs Down” che vede il cameo di Christoph von Freydorf degli Emil Bulls (ospite del disco come lo è Marcus Bridge dei Northlane in “Smile”) è una buona canzone, ma per il resto si naviga nelle acque sicure di un mare nu metal e melodic-post-non-so-cosa che fa fatica a far raggiungere la fine del disco e farsi venire la voglia di rimetterlo dall’inizio… Tutto troppo pulito, manca di quella sana e primitiva cattiveria, di quel pizzico di estro in grado di far distinguere questo album da una massa ormai sterminata di prodotti simili ed è un vero peccato perchè le qualità come detto, ci sarebbero anche…

Gli Annisokay, con “Devil May Care”, si uniformano a una miriade di altri gruppi in un anonimato grigio che, contando pure qualche buona canzone, non si farà certo ricordare per troppo tempo. Necessario un cambio di marcia.

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Voto recensore
5,5
Etichetta: SPV / Long Branch Records

Anno: 2016

Tracklist: 1. Loud 2. What’s Wrong 3. Smile (feat. Marcus Bridge of Northlane) 4. D.O.M.I.N.A.N.C.E. 5. Blind Lane 6. Thumbs Up, Thumbs Down (feat. Christoph von Freydorf of Emil Bulls) 7. Hourglass 8. Photographs 9. Gold 10. The Last Planet
Sito Web: https://www.facebook.com/annisokay/

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