Annihilator – Recensione: Suicide Society

Non sembra esserci pace per una band come gli Annihilator. Se infatti un disco come “Feast” ha significato molto, se non altro perché è stato un successo commerciale notevole, almeno per i numeri di cui si parla abitualmente per gli Annihilator; con questo nuovo “Suicide Society” Jeff Waters si trova nuovamente a dover affrontare cambiamenti importanti che rimettono un po’ tutto in gioco.

Se pur non amato da tutti i fan Dave Padden è stato per lungo tempo un punto fisso nella band e se si parla di Annihilator questo non è certo un particolare di poco conto. La sua fuoriuscita arriva così a sparigliare il mazzo e il carismatico Waters decide di chiudersi a riccio, accentrando su di sé ogni singolo particolare riguardante il lavoro in studio.

Se pensate che tutto, con la sola esclusione della batteria, viene suonato da lui e che, oltre ovviamente alla composizione, Jeff si occupa anche della produzione, della registrazione, del mastering e del missaggio del disco… non resta che prendere atto che al momento il nome Annihilator combacia completamente con quello del suo leader.

Si tratta di una scelta conservativa che avrà sicuramente alcuni vantaggi nella lavorazione, ma già ad un primo impatto appare chiaro che qualche piccola controindicazione salta fuori. Chi ricorda ad esempio le performance vocali del nostro su dischi come “King Of The Kill” o “Refresh The Demon”, rammenterà come le abilità vocali non siano certo la specialità della casa. E anche se bisogna ammettere che in questo caso il risultato è comunque migliore che in passato, non di meno un singer professionista di grande esperienza sarebbe stato sicuramente un bel guadagno d’insieme.

Discorso simile si può fare per tutto il resto: il sound è buono, ma forse un confronto con un produttore d’esperienza avrebbe potuto portare a risultati ancora migliori, così come l’avere alle spalle una base ritmica veramente tosta non ha mai fatto male a nessuna produzione discografica.

Un ragionamento che probabilmente potrebbe anche essere inutilmente capzioso se ci trovassimo ad ascoltare una sfilza di song di maniera e super-thrash oriented, ma che diventa invece importante proprio perché per questa uscita Jeff Waters ha improntato una serie di composizioni che si muovono su uno spettro molto ampio, a cui non mancano chorus melodici di grande potenzialità e trame strumentali di varietà stilistica notevole.

Se prendiamo ad esempio un singolo d’impatto come la title track troviamo parecchia carne al fuoco: linea vocale accattivante, passaggi strumentali sincopati, riffing carico di groove e fuga in velocità. Una song di grande personalità che esula dalla formula più comune ascrivibile alla band, così come altre in lista. Tra queste citiamo anche “Narcotic Avenue”, speed metal vecchio stampo, ma con certe dissonanze davvero efficaci, una song quasi vicina all’hard rock come “Snap” e la conclusione davvero molto melodica (troppo per le capacità vocali di Waters) di “Every Minute”.

Non mancano di certo momenti immancabilmente deja-vu o più classici, con riff vecchio stampo sparsi in brani come “Creeping Again” (anche questa però molto variegata e ricca di melodia) o “The One You Serve”, che inizia con un armonia molto in stile “Never ,Neverland”, per diventare però un brano bello cattivo e groovy. Così come qualche brano classicamente techno-thrash, tipo “Break Enter” o “My Revenge”, quest’ultima fin troppo furba però nella citazione di “Damage Inc.” nel riffing e nella strofa.

Di tutto un po’ insomma, e spesso di qualità. Caratteristica che ci mette nella condizione di giudicare “Suicide Society” come un buon disco, un lavoro piacevole nella sua interezza, del tutto in linea con il momento positivo vissuto dagli Annihilator. Nulla però ci toglie dalla testa l’idea che per rendere al top delle potenzialità un album del genere avrebbe necessitato qualche sforzo in più.

Voto recensore
7
Etichetta: UDR Music

Anno: 2015

Tracklist:

01. Suicide Society
02. My Revenge
03. Snap
04. Creepin’ Again
05. Narcotic Avenue
06. The One You Serve
07. Break, Enter
08. Death Scent
09. Every Minute


Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Annihilator/9614139730

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. franz

    Appena messo su il cd mi è preso un colpo, sembravano gli skid row. poi per fortuna dalla seconda in poi ho ritrovato fiducia.

    Reply

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