Anims – Recensione: God Is A Witness

Uscito nel 2021 nel solo formato digitale, “God Is A Witness” è l’album di debutto degli Anims, formazione hard’n’heavy bolognese nella quale militano il chitarrista Francesco Di Nicola (Danger Zone, Crying Steel), il bassista Elio Caia, il batterista Diego Emiliani e la cantante Elle Noir. Le dieci tracce, che grazie a Sneakout Records possono da oggi essere anche apprezzate in formato tattile (lunga vita al ciddì e alle ditate!), parlano di “esperienze, sogni, desideri e paure” e lo fanno in modo graffiante, agile, in un certo senso perfino progressive grazie all’ottimo bagaglio tecnico mostrato – ma non esibito – da tutti i musicisti coinvolti nel progetto. In particolare, la prova di Elle racconta di un ruolo ottenuto con pieno merito ed interpretato con grande personalità, dal momento che la sua voce si spalma letteralmente, e con grande autorevolezza, su qualsiasi cosa gli altri tre stiano suonando (“Freedom”). Come anticipato, nel modo in cui le tracce si sviluppano ed i suoni si completano a vicenda c’è senza dubbio la trama del progressive, a discapito dell’immediatezza ritmata ed un po’ ignorante che l’etichetta hard’n’heavy potrebbe fare presupporre: incurante della sua natura di debutto, che immagineremmo più tentennante, esplorativa e/o timorosa, “God Is A Witness” è in realtà un disco complicato – nel suo senso migliore e più colto – e meditato, che lascia ampia spazio alla tensione ed alle aperture strumentali, pur ritrovando sempre la via di casa grazie all’autorevole prova della sua frontwoman (“Around Me”).

Immaginate una versione pompata dei The Gathering o una più efficace e quotidiana degli Epica, per capirci, nella quale però non vi è nulla di local, easy-going o che possa rassicurare con quel sorridente approccio emiliano al profumo di ragù: al contrario, questo è un disco suonatissimo e serioso (“Live For Somebody”), incalzante ed in grado di creare una tensione arrembante (“Boring Lovers”), poco interessato al godimento facile e proiettato – con un coraggio ed una sicurezza rari per una band che si affaccia per la prima volta sul mercato del disco – ad un consumo lento e ponderato. I brani di più facile ascolto (“Bright Eyes”), che troviamo soprattutto nella seconda parte della scaletta, sono perfetti per dimostrare come gli Anims siano anche capaci di un certo downsizing, quando i tempi e le energie lo richiedono: presentando una versione di sé più riffata e corale, innamorata di un bell’assolo (“Look Who’s Back”) o di un leggero andamento in levare (“The Dancers”), il gruppo di Francesco Di Nicola dimostra una duttilità ed una flessibilità necessarie in tempi mutevoli, e con esse la circostanza di non dover a tutti i costi dipendere da un solo genere, perché in questo disco la tecnica asseconda la musica, e non viceversa.

In questo contesto, la sostanziale assenza di una canzone di impatto immediato o di facile presa non suona come un obiettivo mancato, ma piuttosto come una scelta consapevole e funzionale a ciò che si è voluto mescolare nel pentolone: una scelta “di prospettiva”, la potremmo chiamare parlando di un giovane talento, motivata da un’idea ambiziosa di musica espressa con chiarezza e che nel medio termine tende generalmente a portare buoni frutti, e durevoli. Nonostante l’anima metal sia sempre presente (“Like Colours Of Flowers”), perché dopotutto siamo pur sempre sulle patinate pagine di metallus.it, sono tante le occasioni in cui gli Anims dimostrano di sapere tenere i piedi in più staffe: e allora capisci che il bello di canzoni come “He Says” sta proprio nell’ammiccare a più generi senza rinnegarne nessuno, nell’intravedere e cogliere delle possibilità che appartengono a discorsi tanto diversi (prog, classic, pop) senza che questo costituisca un limite alla magia inclusiva che la musica può materializzare. L’interesse si sposta verso le direzioni che un progetto all’apparenza già tanto maturo e consapevole potrà intraprendere: sia che si decida di spingere sulla componente più melodica, sia che si voglia favorire l’elemento di complessità compositiva, le probabilità che dalle penne degli Anims possa uscire ancora qualcosa di buono sono decisamente alte.

Etichetta: Sneakout Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. God Is A Witness 02. Freedom 03. Around Me 04. Live For Somebody 05. Boring Lovers 06. Bright Eyes 07. Look Who’s Back 08. The Dancers 09. He Says 10. Like Colours Of Flowers
Sito Web: facebook.com/animsband

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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