Spineshank – Recensione: Anger Denial Acceptance

Rabbia, rifiuto, accettazione. Le tre fasi fondamentali dell’elaborazione del dolore sono i concetti scelti dai losangelini Spineshank per il loro ritorno discografico. La band, uno dei gruppi superstiti dell’ondata nu metal imperante una dozzina d’anni fa, dopo uno scioglimento durato quasi un lustro torna ora alla ribalta col nuovo “Anger Denial Acceptance”.

A differenza di molti altri colleghi di genere, alcuni persi per strada, altri diventati ormai l’ombra di se stessi, gli Spineshank targati 2012 si mostrano da subito concreti e convincenti, lasciando intuire i contorni di un album in grande stile, un ritorno che conferma e rinsalda quanto di buono ottenuto in passato con “The Height Of Callousness” (2000) e “Self-Destructive Pattern” (2003), album che, sebbene non giunti ai vertici del genere, anche a causa della rapida saturazione di mercato di quegli anni, sono senza dubbio degli ottimi e personali esempi di moderno alternative crossover metal.

La particolare miscela di melodia e potenza, condita con interessanti richiami industrial (“Demanufacture” docet), da sempre trademark degli Spineshank, non conosce momenti di tregua, e inanella momenti da puro mosh-pit, come l’opener “After The End”, “Murder Suicide”, “I AM Damage”, che palesano la chiara discendenza da certo HC evoluto (Snapcase, Refused), intervallati da brani sorretti da intuizioni armoniche e melodiche di ampio respiro, cantabili e decisamente ben memorizzabili (“Nothing Left For Me”, “I Want You To Know”, “Everything Everyone Everywhere Ends”), proprio come il loro singolo di maggior successo, “Smothered”, che valse loro la nomination ai Grammy Awards del 2003.

“Anger Denial Acceptance” è trascinato per i capelli dalle performance granitiche di tutta la band, a cominciare da Santos, vocalist che alterna senza problemi i registri puliti e melodici a un ringhio a tratti quasi death, sensazione per altro rafforzata dai riff quadrati e veloci di Mike Sarkisyan, sorretti dalla batteria senza sosta di Tommy Decker.

Le uniche due pecche di questo lavoro risiedono nella produzione, non sempre all’altezza della situazione, soprattutto per quanto riguarda pulizia e profondità del sound, e nella presenza di qualche brano meno incisivo e riuscito degli altri, che non aggiunge niente a quanto di buono già mostrato. Detto ciò “Anger Denial Acceptance” marchia a fuoco in modo senz’altro positivo il ritorno degli Spineshank, una band al momento con ben pochi eguali, in ambito alternative/nu-metal.

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media

Anno: 2012

Tracklist:

01. After The End
02. Nothing Left For Me
03. Anger Denial Acceptance
04. I Want You To Know
05. Murder Suicide
06. The Endless Disconnect
07. I AM Damage
08. Ploratio Morbus
09. Everything Everyone Everywhere Ends
10. The Reckoning
11. God Complex (Anger)
12. Motive Method Opportunity (Denial)
13. Exit Wounds (Acceptance)


Sito Web: http://www.myspace.com/spineshank

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