Anger As Art – Recensione: Ad Mortem Festinamus

I californiani Anger As Art sono una band attiva dal 2004 che può vantare tra le sue fila esponenti della scena Thrash Metal che hanno militato in band quali Abattoir, Evil Dead, Bloodlust, Hirax, Reverend, Bitch oltre ad aver diviso il palco con mostri sacri come Testament, Exodus, Overkill e Death Angel. Questo pedigree da solo vi dovrebbe già dare precise indicazioni circa cosa vi aspetta tra i solchi di “Ad Mortem Festinamus” quinto album pubblicato per la Old School Metal Record.

“Ad Mortem Festinamus”, col suo cantato a cappella, ci introduce in questi oltre 40 minuti di morte e distruzione richiamati anche nell’apocalittico artwork di copertina. Si parte subito forte, senza troppi fronzoli con “Pissing On Your Grave”, perfetto sunto di come dovrebbe suonare una band Thrash Metal: riff di chitarra veloci e taglienti, liriche corrosive, una sezione ritmica potente e martellante, assoli dall’alto tasso di tecnica esecutiva e una cura manicale in fase di composizione che caratterizzerà tutte le tracce di questo disco. “Aim For The Heart” alza il livello di aggressività in un brano che riporterà alla mente i primi dischi degli Exodus, soprattutto nel cantato, mentre “Tombward” gioca molto sui continui cambi di tempo e si chiude sulle note sinistre di un carillon.

Continuando, “LA State Of Mind” mette in mostra l’anima più Punk/Hardcore degli Anger As Art, seguita subito dopo da “Unknowing Undead” canzone che si muove in un territorio più Death Metal, in cui risaltano le scream vocal di Steve Gaines e l’ottimo lavoro alla batteria di Rob Alaniz. Si respira aria di N.W.O.B.H.M. in “Hammer, Blade, and Twisting Fire”, con un riff di basso azzeccatissimo in evidente Iron Maiden-style, e un rifframa tagliente e roccioso. È solo un attimo prima che irrompano “We Hurry Into Death” e “2 Minutes Hate” a riportare tutto su binari più familiari ai nostri.

Il finale del disco vede due brani atipici per la discografia della band. Una chitarra acustica e un cantato pulito caratterizzano la successiva “Praise Of The Firehead”, dotata di un taglio più introspettivo, che spezza il ritmo fin qui incalzante, mentre “Dim Carcosa” chiude le danze con le sue atmosfere epiche, i suoi lunghi assoli, e il suo incidere maestoso, una traccia che richiama le prime composizione dei Manowar.    

In conclusione “Ad Mortem Festinamus” è un ottimo lavoro, forse il punto più alto di questa nuova incarnazione degli Anger As Art, band in grande forma, capace di produrre un songwriting fresco e ispirato, che saprà mettere in riga tutte quelle band, o aspiranti tali, che nel recente passato sono state fautrici di un revival Thrash Metal.

Cravedog8pFolder

Voto recensore
7,5
Etichetta: Old School Metal Record

Anno: 2016

Tracklist: 01. Ad Mortem Festinamus 02. Pissing On Your Grave 03. Aim For The Heart 04. Tombward 05. L.A. State Of Mind 06. Unknowing Undead 07. Hammer Blade And Twisting Fire 08. We Hurry Into Death 09. 2 Minutes Hate 10. Praise Of The Firehead 11. Dim Carcosa
Sito Web: https://www.facebook.com/angerasart/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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