Desaster – Recensione: Angelwhore

Inaspettata svolta melodica per i cult thrasher tedesci Desaster. Dopo anni di underground puro i nostri escono finalmente per una label di un certo spessore come la Metal Blade e cercano di giocarsi al meglio l’opportunità a loro concessa spostando il tiro dall’impatto grezzo e minimale che da sempre li caratterizza verso qualcosa di più maturo e elaborato. Con questo, non siamo certo così lontani a livello stilistico e compositivo da quanto proposto fino ad ora nella carriera; brani come ‘Conqueror’s Supremacy’ e ‘Ghouls To Strike’ rappresentano a pieno l’idea che caratterizza da sempre l’anima della band: thrash, death, black, epic si congiungono in modo sufficientemente personale da creare una miscela che gode una sua credibilità. Il vero problema di un’uscita come è questa è il rischio di scontentare troppi: i fan della prima ora grideranno al tradimento, accusando il gruppo di aver cercato la via del mainstream, mentre chi non li conosce si troverà davanti un lavoro non sufficientemente curato e troppo retrò per colpire al primo ascolto. Eppure le composizioni alla lunga riescono a coinvolgere, proprio grazie a questa nuova dimensione più melodica ancora sufficientemente ‘ignorante’ da non perdere il feeling primitivo. Dategli un ascolto in più prima di scartarli.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. The Arrival (intro)
02. The Blessed Pestilence
03. Angelwhore
04. Conqueror's Supremacy
05. Ghouls To Strike
06. Nihilistic Overture
07. Havoc
08. Downfall Be Thy Blade
09. Revelation Genocide
10. Mourning Path (outro)

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