…And You Will Know Us By The Trail Of Dead – Recensione: X: The Godless Void and Other Stories

Il decimo passo degli americani …And You Will Know Us by the Trail of Dead è una esplosione di colori, di frammenti che arrivano direttamente dagli ultimi anni ’90 dei nostri, resi ancora più potenti dalla capacità di “concentrare” il suono in poche – ed efficaci – frustate.

Alternative rock, spruzzate indie ed intuizioni cantautoriali per una band che ha festeggiato lo scorso anno i 25 anni di esistenza. A guidare ancora una volta Conrad Keely e Jason Reece, padri-padroni di un progetto che a quasi 6 anni da “IX” torna con il nuovissimo “X: The Godless Void and Other Stories”.  

“The Opening Crescendo” e “All Who Wander” sono la sintesi di questo percorso, il caleidoscopio dei ragazzi di Austin. La tensione sale, il movimento che a tratti sembra citare certi Sonic Youth e certa new-wave con vista sui primi anni ‘90, riempie di pathos l’aria respirata dall’ascoltatore.  

Fortissima l’impronta ’90 in canzoni come “Don’t Look Down”, tra crescendo rock ed armonie a scavare nell’anima. Prima sottile poi vorticoso turbine di chitarre ed emozioni. Spiazzante la tribale (e digitale) “Gone”, dove i nostri giocano in bilico tra percussioni e voce filtrata nella canzone meno canonica del disco.

Emoziona e commuove la stupenda “Children Of The Sky”, che costruisce l’emozione cavalcando le note e la tensione che in poco meno di 5 minuti riesce a raggiungere il suo massimo nel break strumentale, come un’onda che si infrange contro gli scogli, per poi ritornare verso il mare aperto. Pura emozione, così come la corale “Gravity”.

Il coraggio ai texani non è mai mancato, supportato ancora una volta dalla qualità più grande: saper scrivere canzoni.

Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2020

Tracklist: 1. The Opening Crescendo (02:53) 2. All Who Wander (04:54) 3. Something Like This (04:36) 4. Into the Godless Void (03:58) 5. Don't Look Down (04:42) 6. Gone (04:04) 7. Children of the Sky (04:38) 8. Who Haunts the Haunter (05:31) 9. Eyes of the Overworld (01:47) 10. Gravity (03:45) 11. Blade of Wind (05:41) 12. Through the Sunlit Door (03:49)
Sito Web: https://www.facebook.com/andyouwillknowusbythetrailofdead

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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