Tragik – Recensione: And We All Turn To Dust

Phil Vincent lo fa in coppia. Ogni due anni, o poco meno, esce con un disco da solista e uno dei Tragik, band che ha strutturato insieme a Dirk Philips e Damian D’Ercole. La differenza tra i due brand è che se nel primo c’è maggiore affinità coi prodotti da guitar hero, nei Tragik invece si parla di una band a tutto tondo, dove ogni elemento ha la sua giusta calibrazione. Il chitarrista del Rhode Island, qui solo in veste di bassista e tastierista, ha una capacità creativa non indifferente, considerata l’ampia discografia. In nessuno di questi casi, tuttavia, è mai riuscito a raggiungere il capolavoro, uscendo dagli ambienti del pur rispettabilissimo underground americano. Ciò nonostante, ogni suo album è un’amabile collezione di brani di rock melodico. E questo capita anche con i Circula Logik, band ulteriormente parallela. Lui poi ci tiene a sottolineare ogni volta che questo potrebbe essere l’ultimo cd, perché la pirateria e bla bla bla. Ma una cosa è certa: il budget di Phil si è assottigliato e la produzione è ben poca cosa, rispetto i moderni canoni. "And We All Turn To Dust" resta un buon motivo per conoscere l’artista. In lui, l’influenza del rock statunitense è intensa. Tra l’altro, sono presenti richiami ai Foreigner ed ai Boston. Ma non c’è mai stato in Vincent alcun intento emulativo: si sente invece una musica spontanea, sgorgata dal cuore con la naturalezza di una passione vissuta internamente. Quindi, non aspettatevi squilli di trombe.

Voto recensore
7
Etichetta: PVM

Anno: 2009

Tracklist: 01. Overture III
02. Jaded
03. Can't Find The Words
04. Black & White
05. Giving In
06. At The Shore
07. Before It's Gone
08. Long Way From Home
09. Shadow Of loneliness
10. Nothing

Sito Web: http://wwww.myspace.com/tragikrox

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