Anciients – Recensione: Voice Of The Void

Per Season Of Mist esce il secondo album dei canadesi Anciients, seguito dell’esordio “Heart Of Oak” del 2013 che aveva messo in luce le ottime capacità del gruppo, artefice di un mix riuscito fra stoner, death e progressive metal nel senso più ampio, riconfermato da questo “Voice Of The Void”: nove brani, riuscitissimi e in grado di catalizzare l’attenzione dall’inizio alla fine con un suono suggestivo ed accalappiante, nonostante la durata media dei brani sia abbastanza lunga.

“Following The Voice”, in apertura, alza il sipario sul lavoro con una parte strumentale corroborante ben accompagnata poi da una voce melodica, strutture non banali e un riff ricorrente per poi diventare più sincopata nel finale e lasciare il testimone ai quasi undici minuti di “Buried In Sand”, vero e proprio tour de force che parte a spronbattuto con una voce cattiva, subisce un rallentamento fino ad arrivare a un tempo di batteria dal mood quasi jazz ed essere guidata da una chitarra ficcante che si butta addirittura in suggestioni mediorientali accompagnando una parte più ragionata e placida della partitura. Non c’è pausa e i dieci minuti successivi di “Worshipper”, col suo incedere epico iniziale, confermano le capacità compositive degli Anciients, fra accelerazioni repentine che trovano requie soltanto nel finale di traccia; riferimenti a gruppi quali Mastodon e Kylesa si fanno più palesi nella più pesante “Pentacle”, resa comunque personale dal songwriting e che va a confuire nei tre minuti di “Descending”, suggestiva track segnata da arpeggi di chitarre acustiche, una melliflua elettrica ed un suono di organo.

“Ibex Eye”, complicata e su tempi dispari per la maggior parte della durata, in un turbinio che lambisce i territori death metal, dimostra le doti del gruppo anche quando la pesantezza diventa di casa, come nella successiva “My Home, My Gallows”, che ha dalla sua un inizio stoner e un assolo melodico: la dicotomia propria del gruppo viene esplicitata non solo dall’uso diverso delle voci ma anche dagli arrangiamenti in grado di sapersi muovere fra generi diversi in maniera intelligente come nella finale “Incantations” e nella carezzevole “Serpents”, emblematiche di questo “Voice Of The Void”.

Gli Anciients consegnano ai posteri un lavoro suggestivo e ottimamente suonato, consigliato a tutti i fruitori di sonorità “complicate” il giusto e mature, oscillanti fra diversi generi, tutti ben amalgamati.

Anciients - Voice Of The Void

Voto recensore
7,5
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2016

Tracklist: 01. Following The Voice 02. Buried In Sand 03. Worshipper 04. Pentacle 05. Descending 06. Ibex Eye 07. My Home, My Gallows 08. Serpents 09. Incantations
Sito Web: http://www.anciients.com/

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