Ancient – Recensione: Back To The Land Of The Dead

Previsto per il mese di Febbraio e in seguito rinviato a Settembre (crediamo per alcuni problemi di etichetta, considerato il recente passaggio al rooster di Soulseller Records), è finalmente disponibile “Back To The Land Of The Dead”, settimo e atteso studio album dei blacksters Ancient. Originatisi in Norvegia nei primi anni’90 e dunque tra i prime movers del genere, gli Ancient ruotano attorno alla figura del carismatico leader Magnus “Aphazel” Garvik (che di recente ha abbreviato il war name in Zel), unico membro stabile della formazione e principale compositore.

Anima creativa e nomade, Zel ha portato il suo progetto in più paesi, dalla Norvegia agli Stati Uniti, poi in Italia e infine in Grecia, dove oggi è residente. L’ultima testimonianza della band, “Night Visit”, risale al 2004 e dopo un lungo iato di ben 12 anni, eccola tornare con un nuovo album in studio. La line-up ufficiale, apprendiamo dai social della band, comprende Zel (voce, chitarra, tastiere), Dhilorz (chitarra e basso, già attivo nel periodo italiano e compositore di gran parte della musica dell’album) e alla batteria una sicurezza come Nick Barker, tecnico delle pelli e già live session o membro di molte tra le più note realtà di metal estremo (Cradle Of Filth, Dimmu Borgir, Possessed, Brujeria, solo per nominarne alcune).

Nonostante un periodo di stasi tanto lungo, “Back To The Land Of The Dead” ci consegna una band in forma e con molte frecce al proprio arco. Black metal melodico pregiato da esecuzioni di ottimo livello, dove le continuità (e sottolineiamo continuità, poichè le band sono pressochè contemporanee e non sarebbe corretto parlare di derivazione) si trovano nel periodo mediano degli Emperor e in alcune cose di acts blasonati come i Dimmu Borgir e i Cradle Of Filth. L’approccio degli Ancient è però più fisico, lo notiamo con “Born In The Land Of The Dead”, che apre le danze con la sua maligna velocità rifacendosi all’old-school black metal, per poi accogliere un ampio innesto melodico dai risvolti epici al cui termine riprende l’opus primitivo cha ha dato inizio al brano.

Zel esprime le sue doti vocali con aggressività, ritagliandosi anche delle parti di voce sussurrata e quasi narrante che ben sottolinea le parentesi melodiche dei pezzi, mentre Dhilorz, vero mattatore del platter, sale spesso sugli scudi con la chitarra, offrendo alcuni efficaci assoli e parti di arpeggi ariosi a introdurre i brani o come interludi. L’album non presenta particolari cedimenti, ogni pezzo manifesta numerosi cambi di intenzione ed esprime bene il concetto di black metal melodico che caratterizza il gruppo. Non ci sono grosse sorprese, ma i brani poggiano su passaggi portanti dal forte impatto emozionale e nulla è fuori posto.

Abbiamo gradito in particolare “The Empyrean Sword”, brano suggestivo ed epico con alcuni cambi di tempo e un piacevole innesto di arpeggi, oltre alla successiva “The Ancient Disarray”, dove i tempi medi sono scanditi dal drumming tellurico di Barker, il cui stile dona al pezzo e ad alcune parti del disco, degli elementi death/thrash che ben si adattano al contesto (“Occlude The Gates”, “Defiance And Rage”). I dialoghi tra gli strumenti funzionano sempre al meglio, cosa evidente nella suite di oltre nove minuti “Petrified By Their End”, ottima canzone che tra ritmi cadenzati e accelerazioni graffianti, costruisce una melodia portante dal flavour epico, confluendo poi in un finale scandito dalle profonde testiere.

Bentornati Ancient. Una band che senza fare più del dovuto mostra di avere le idee molto chiare e ci regala una album semplicemente bello, senza momenti incolore nè riempitivi. E’ arrivato il momento di vivere una seconda giovinezza.

ancient

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Soulseller Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Born In The Land Of The Dead 02. Beyond The Blood Moon 03. The Sempiternal Haze 04. The Empyrean Sword 05. The Ancient Disarray 06. Occlude The Gates 07. The Excruciating Journey Part I – Defiance And Rage 08. The Excruciating Journey Part II – The Prodigal Years 09. The Excruciating Journey Part III – The Awakening 10. Death Will Die 11. The Spiral 12. Petrified By Their End 13. 13 Candles (Cover Bathory, Bonus Track)
Sito Web: http://www.ancientband.net/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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