Anaal Nathrakh – Recensione: A New Kind of Horror

Secondo quanto affermato dal colonnello Kurtz, l’orrore ha un volto e bisogna esserne amici. Ignoro se gli Anaal Nathrakh siano o no d’accordo con questa affermazione, certo con il loro decimo lavoro, Mick Kenney e Dave Hunt  dimostrano almeno di conoscere alla perfezione il significato di horror vacui. Proseguendo lungo le traiettorie già tracciate dal precedente ” The Whole of the Law“, “A New Kind of Horror” si presenta infatti come un’opera barocca, in cui ogni spazio bianco (o silenzio) è stato saturato di terrificanti dettagli sonori. Accade così che la tela disegnata dal gruppo appaia, ad un’occhiata distratta e distante, un lavoro monocromo tendente al nero, che rivela il suo brulicare frenetico di vita solo avvicinandosi. A quel punto, il danno è fatto: a “A New Kind of Horror” è impossibile sfuggire, si vuole comprendere, o almeno intuire, come dal caos sia sorta la lucida ed impietosa violenza di questa scrittura, in cui l’unico elemento misurato e, grazie al cielo, la durata (poco più di trenta minuti).

Il disco, nel suo alternarsi di eccessi, non da tregua, sia che si approcci al death come farebbe Mike Patton (“Forward“, tra voci infantili ed assalti alla Fantomas) sia che ricordi curiosamente un Nico Di Palo applicato al grind (il falsetto di “The Reek of Fear“). Pur contenendo episodi più tradizionalmente violenti (“The Apocalypse Is About You“, i Today is The Day denudati dall’elettronica di “Mother of Satan“, la chiusura black metal di “Are We Fit for Glory Yet (The War to End Nothing)“), l’album si esprime al suo meglio quando le innumerevoli influenze della band si compenetrano in un unico, morboso melting pot, come in “Obscene as Cancer“,  dove un’iniziale atmosfera industrial (vicina, per l’orchestrazione di tastiere e fiati, a Foetus) esplode in un refrain orecchiabile che finge di collassare nel grind per poi risorgere con un afflato corale, oppure in “New Bethlehem-Mass Death Future“, probabilmente il capolavoro dell’album, con la sua melodia solenne che avanza indifferente a tutto quello che accade intorno (e credetemi, accade letteralmente di tutto, tra urla, pianti, pianoforti dissonanti e chitarre torturate).

Lontano dalla pretesa di essere innovativo, il nuovo parto degli Anaal Nathrakh, si pone come il perfezionamento di un percorso verso una forma di prog non ha nulla da invidiare, per capacità strumentale e fantasia compositiva, a quelle espresse in ambiti lontani dal metal estremo.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. "The Road to..." 02. "Obscene as Cancer" 03. "The Reek of Fear" 04. "Forward!" 05. "New Bethlehem/Mass Death Futures" 06. "The Apocalypse Is About You!" 07. "Vi Coactus" 08. "Mother of Satan" 09. "The Horrid Strife" 10. "Are We Fit for Glory Yet? (The War to End Nothing)"
Sito Web: https://anaalnathrakh.bandcamp.com/album/a-new-kind-of-horror

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login