Jag Panzer – Recensione: Ample Destruction

Ci sono album che pur non raccogliendo un successo straordinario al momento del loro arrivo sul mercato si imprimono per una qualche ragione indelebilmente nell’immaginario collettivo. Nascono così le band e i dischi da culto. ‘Ample Destruction’ degli oggi nuovamente vivi e vegeti Jag Panzer appartiene a questa categoria: reperibile solo d’importazione all’epoca, ristampato su cd, ufficialmente e non, una mezza dozzina di volte senza per questo potersi permettere una diffusione decente, questo disco rappresenta uno dei passaggi fondamentali dell’allora crescente power-metal americano. Stilisticamente non siamo distanti dagli standard dell’epoca: su una solida base NWOBHM (Judas, Iron in primis) veniva innestata quella marcia in più che rendeva frenetico il ritmo e abrasive le vocals. Quello che impressiona è la carica dei pezzi: ‘Licensed To Kill’ e la seguente ‘Warfare’ non sono nulla di meno che classici immortali, l’apporto chitarristico dell’allora giovanissimo Joey Tafolla è più che prezioso: suoi gli strabordanti e funambolici assoli, suoi gli accenni melodici al limite dell’hard deluxe disseminati tra pezzi che altrimenti avrebbero potuto anche rischiare di confondersi con la media. ‘Symphony Of Terror’ ci consegna una splendida prova di Harry (The Tyrant) Conklin, una sorta di incrocio Dickinson/Halford con meno melodia e più aggressività. ‘Harder Than Steel’ è un inno alla invincibilità del metallo, mentre ‘Generally Hostile’ (brano composto in studio al momento di incidere l’album) rimane forse l’episodio più sottotono dell’intero lavoro. L’epica ‘The Watching’ gode di un bridge da brivido e di nuovo ci tocca inchinarci alla bravura e alla fantasia del signor Tafolla che spara assoli da ogni angolo senza lasciarci un attimo di tregua. Dopo la breve intro strumentale parte ‘Reign Of The Tyrants’, assalto maideniano dal tiro spaventoso e appena di seguito l’altrettanto travolgente Judas style ‘Cardiac Arrest’. La chiusura è per la favolosa ‘The Crucifix’, una lunga (oltre sette minuti) e lievemente seventies epic song che si apre con una chitarra acustica, esplode in un chorus straordinario e ci introduce ad una ritmica incalzante portandoci verso il classico finalone sfumato. Un disco che ha fatto epoca e che sarebbe bello a quasi vent’anni dalla sua uscita vedere finalmente sugli scaffali dei negozi con una certa continuità. Purtroppo questo non dipende da noi.

Etichetta: Iorn Works

Anno: 1984

Tracklist: Licensed to Kill
Warfare
Symphony of Terror
Harder than Steel
Generally Hostile
The Watching
Reign of the Tyrants
Cardiac Arrest
The Crucifix

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