Amon Amarth – Recensione: Berserker

Il berserker era un guerriero scandinavo estremamente feroce che aveva fatto giuramento a Odino. Con lo stesso furore dei leggendari combattenti, gli Amon Amarth sono tornati con un nuovo disco – “Berserker”, appunto – e con la stessa inesorabile voglia di infuocare i cuori dei metalhead. Pubblicato sotto l’egida di Metal Blade Records, l’undicesimo full lenght del combo svedese si muove lungo i solchi tracciati dal suo predecessore, “Jomsviking”, riuscendo ad accentuarne le diverse anime, sia quella più brutale che quella più melodica.

Per questo nuovo platter, infatti, gli Amon Amarth continua quel processo di trasformazione che, partendo dal primigenio metal estremo, sta approdando verso una forma canzone più immediata e vicina a soluzioni classic metal. Abbandonata la struttura del concept album, le dodici tracce di “Berserker” continuano a presentarci le tante storie e leggende del mondo norreno, in un viaggio sempre appassionante e ricco di sfumature. Sfruttando un immaginario ormai divenuto identificativo della band, i Nostri partono subito forte con brani dal piglio sfrontato: l’opener Fafner’s Gold” e la già nota “Crack The Sky”, pur muovendosi su ritmiche differenti, riescono a introdurci in un mondo marchiato dal clamore degli assalti, dal rumore sordo di colpi di scure sugli scudi e dal sapore di sangue.

Non ci sono momenti di pausa lungo i cinquantasette minuti del disco, scanditi dall’anthemica “Mjolner, Hammer Of Thor”, uno degli highlight del disco, e dalla terremotante “Shield Wall”, in un fluire denso di brutalità. È questa la parte più incisiva di “Berserker” con “Valkyria”, “Raven’s Flight” e “Ironside” ha restituire la “nuova” cifra stilistica degli Amon Amarth: composizioni prive di orpelli, immediate che puntano su riff dal gusto maideniano, incisi intrisi di melanconia, assoli lineari e ritornelli di grande presa. Insomma, se i fan della prima ora speravano in un ritorno alle origini, questo disco spazza via ogni dubbio circa la strada intrapresa dai nostri.

A questo punto, non possiamo non lodare ancora il coraggio dimostrato dagli Amon Amarth nel sapersi mettere in gioco e aprirsi verso una fetta di pubblico più ampia, mantenendo invariato il loro spirito. Fin quando il risultato è una serie di brani come l’epica “The Berserker At Stamford Bridge”, le arrembanti “Skoll And Hati” e “Wings Of Eagles”, allora possiamo dormire tranquilli, certi che ogni disco saprà mantenere viva la fiamma del mondo vichingo.

Poco altro da aggiungere se non il sincero consiglio di avvicinarvi a “Berserker” pronti per essere travolti da un ancestrale furore: gli Amon Amarth sono tornati e come sempre non faranno prigionieri.          

Amon Amarth Berserker Cover Album 2019
Voto recensore
8
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Fafner’s Gold 02. Crack The Sky 03. Mjolner, Hammer Of Thor 04. Shield Wall 05. Valkyria 06. Raven’s Flight 07. Ironside 08. The Berserker At Stamford Bridge 09. When Once Again We Can Set Our Sails 10. Skoll And Hati 11. Wings Of Eagles 12. Into The Dark
Sito Web: https://www.amonamarth.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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