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Alter Bridge – Recensione: The Last Hero

Uno degli album più attesi dell’anno, sicuramente, questo “The Last Hero” degli Alter Bridge, nuova prova che vede il passaggio alla Napalm Records e che vuole provare a riconfermare ciò che di buono è stato fatto in passato riuscendo a far guadagnare al quartetto capitanato da Myles Kennedy e Mark Tremonti, accompagnati da Brian Marshall e Scott Phillips, una cospicua fetta di pubblico mondiale.

Un album che parte subito carico con“Show Me a Leader”, canzone che sembra fatta apposta per essere accompagnata dal pubblico ai concerti, che parte con un intro pulito, cresce di pathos e diventa un riff corposo sulla sette corde, chitarra che a sua volta imbastirà un assolo che rimane impresso fin dal primo ascolto; “The Writing On The Wall” è apocalittica, segnata da liriche oscure e dalla tonalità delle chitarre, salvo aprirsi alla melodia nel ritornello e rimanere granitica fino alla fine, ben caratterizzata dal basso. “The Other Side” non riesce purtroppo ad acchiappare, troppo trascinata per coinvolgere e senza verve particolare come invece ha “My Champion”, gioiellino melodico che riporta in auge un certo rock da colonna sonora anni ’90, vincente e ariosa, positiva nel testo e riuscita pienamente.Poison In Your Veins” è piaciona al punto giusto, imperniata su un riff scorrevole e su un chorus fatto apposta per essere cantato dal vivo: ecco, sembra quasi che la peculiarità degli Alter Bridge di questo CD sia quella di creare canzoni che live probabilmente godranno di un effetto corale in grado di dare una marcia in più a pezzi che sono sì ben fatti, ma che a volte sembrano non avere il guizzo necessario per risaltare.

La metrica del cantato di “Cradle To The Grave” fa sì che anche questo pezzo si possa ricordare facilmente, mentre “Losing Patience” mostra -se ce ne fosse ancora bisogno- le qualità d’insieme della band, capace di creare un inciso notevole e di fornire la base necessaria alla voce di Myles Kennedy, vera e propria arma in più; compaiono chitarre acustiche e introducono sette minuti di epicità nel più classico stile del gruppo in “This Side Of Fate”, brano che ricorda parecchi pezzi passati già scritti dal pugno dei quattro musicisti ma convincente su un terreno non nuovo.  Altra composizione molto radio friendly (anche perchè dedicata ad eroi in servizio quali pompieri e poliziotti) è “You Will Be Remembered”, una ballata che diventa subito elettrica e si fa cantare piacevolmente; “Crows On A Wire” e “Twilight” sono fra i pezzi più convincenti, fra prove vocali da applausi e riff che centrano il bersaglio, precedendo la scialba “Island Of Fools” e la compattezza della title-track posta in chiusura, coi suoi sette minuti di pura bellezza ed atmosfere che sono il marchio di fabbrica della band.

In definitiva gli Alter Bridge riescono nuovamente a convincere, sondando terreni più vicini al mainstream ed allo stesso tempo mantenendo certe tonalità oscure di suono che, unite alla potenza di fuoco del gruppo, ne contraddistinguono il sound. Un album che necessita di qualche ascolto prima di essere apprezzato e, a dirla tutta, possiede forse due pezzi di troppo…

alter_bridge_-_the_last_hero_album_cover

Voto recensore
7
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Show Me A Leader 02. The Writing On The Wall 03. The Other Side 04. My Champion 05. Poison In Your Veins 06. Cradle To The Grave 07. Losing Patience 08. This Side Of Fate 09. You Will Be Remembered 10. Crows On A Wire 11. Twilight 12. Island Of Fools 13. The Last Hero
Sito Web: https://www.alterbridge.com/

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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