Alpha Tiger – Recensioni: Alpha Tiger

Molto spesso quando una band non esordiente decide di dare il proprio nome al nuovo lavoro è perché in qualche modo vuole rompere con il passato. Nel caso degli Alpha Tiger il fatto è reso ancora più esplicito dall’importante cambio di line-up a cui la band è andata incontro subito dopo l’uscita del disco precedente, ovvero la sostituzione di un vocalist dotato come Stephan “Heiko” Dietrich, parte integrante della personalità del gruppo, con il nuovo e volenteroso Benjamin Jaino.

Diciamo subito che il cambio di voce non passa inosservato e per chi era affezionato al vecchio singer l’impatto ci sarà, anche perché, arrivando al dunque, gli Alpha Tiger decidono pure di dare una sonora sterzata al proprio stile, senza perdere alcune delle caratteristiche che li rendo distinguibili, ma virando non di poco verso un terreno non facile da manipolare per una metal band come il rock e l’hard seventies.

L’insieme che ne scaturisce è davvero particolare, capace sia di produrre brani più heavy che mostrano ancora un filo conduttore con il passato, come “Comatose” o “If The Sun Refused To Shine”, ma anche di presentare canzoni del tutto inaspettate e in qualche modo difficili da catalogare, se non approssimativamente modern hard rock, come “Aurora”, “My Dear Old Friend” o “The Last Encore”. Ci sono anche tracce, come “To Wear A Crown” o “Welcome To Devil’s Town” in cui lo stile degli Alpha Tiger, che già di suo appariva come derivato dal metal anni ottanta, ma con alcune diversità nelle scelte armoniche e nella struttura delle composizioni, si arricchisce di elementi nuovi, come l’uso di un organo o l’inserimento di una inaspettata porzione acustica al confine tra folk e western.

A rendere il tutto ancora più particolare interviene perfino la produzione, perché la band ha scelto di registrare alla vecchia maniera, puntando tutto sull’analogico e ottenendo così un sound che molto ha di classic hard rock nella pasta sonora, ma che, prestato a composizioni che godono comunque di un certo flavor metallico, finiscono per essere sufficientemente insolito.

Un pregio, sopratutto di questi tempi, dove troppe sono le regole che vengono applicate in quella che a volte pare più una catena di montaggio che la risultanza di un desiderio artistico, ma anche un rischio, perché chi ha amato gli album precedenti potrebbe far fatica a ritrovarsi in tutte queste novità.

Personalmente dopo un paio di ascolti di assestamento ho cominciato ad apprezzare molte delle tracce qui incluse e, anche se “Alpha Tiger” qualche difettuccio lo evidenzia (ad esempio alcune linee vocali non convincenti), le buone idee e il coraggio vanno sempre assecondati. Ascolto assolutamente consigliato.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Steamhammer

Anno: 2017

Tracklist: 01. Road To Vega 02. Comatose 03. Feather In The Wind 04. Singularity 05. Aurora 06. To Wear A Crown 07. Vice 08. Welcome To Devil's Town 09. My Dear Old Friend 10. If The Sun Refused To Shine 11. The Last Encore

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login