Almanac – Recensione: Rush Of Death

La metafora della corsa automobilistica, con tutti i suoi risvolti più “infernali”, fa da tema portante al terzao album degli Almanac, la band fondata dal chitarrista Victor Smolski all’indomani della sua uscita dai Rage. Tenuto conto di questo presupposto, è abbastanza facile immaginare come siano strutturati i brani di “Rush Of Death“, a parte i due intermezzi di poco più di un minuto, “Let The Show Begin” e “The Human Essence”. Lo stile della band si assesta quindi verso un heavy metal aggressivo, con escursioni verso il thrash metal e, dall’altra parte, momenti in cui è la melodia ad avere il sopravvento, come se, ad un tratto, la corsa sfrenata di cui siamo protagonisti subisse una battuta di arresto. Non si tratta, invece, di un album chitarristico in senso stretto, dato che, per quanto non manchino gli assoli (ad esempio in “Bought And Sold“), l’impressione è che gli Almanac siano una band corale a tutti gli effetti, dove è più importante la struttura del brano e la sua riuscita complessiva rispetto ai virtuosismi del singolo. Il risultato finale è quello di un lavoro corposo, che scivola via in modo piacevole e si può ascoltare a più riprese senza eccessiva stanchezza, a cominciare da “Predator“, con cui l’album si apre.

Spiccano poi la title track e “Satisfied” in quanto, essendo brani più lunghi della media, la band ha una possibilità maggiore di sbizzarrirsi e di costruire una struttura più articolata. “Satisfied”, in particolare, si inquadra come il brano meglio riuscito, sette minuti e mezzo in cui si alternano cavalcate a metà ra l’heavy e il thrash e intermezzi strumentali più melodici, in cui Smolski ha la possibilità di dare fuoco alle polveri e di rivelarsi in tutte le sue capacità.

Gli Almanac, forse, non saranno un’eccellenza per quanto riguarda la loro capacità di innovare, ma la loro determinazione nel costruirsi una personalità propria e nel realizzare brani corposi e completi va senz’altro premiata.

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2020

Tracklist: 01. Predator 02. Rush of Death 03. Let the Show Begin 04. Soiled Existence 05. Bought and Sold 06. The Human Essence 07. Satisfied 08. Blink of an Eye 09. Can't Hold Me Back 10. Like a Machine
Sito Web: https://www.facebook.com/almanacvsband/

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login