Orphaned Land – Recensione: All Is One

L’ultimo lavoro degli Orphaned Land, “The Never Ending Way Of ORwarriOR” non aveva strappato i nostri applausi, lasciandoci abbastanza indifferenti, mentre, tralasciando i primi due lavori, continuiamo a ritenere “Mabool” un disco davvero azzeccato ed unico nel suo genere.

Le epiche note della title track ci catapultano nella nuova fatica del combo israeliano con più di un contatto con i Therion ma con l’aggiunta di quell’insito gusto/influsso mediorientale che rende unica la musica della band di Kobi Farhi; Yossi Sassi alla chitarra, sentito di recente sul suo esordio solista, ci pare particolarmente ispirato e si muove bene in un lavoro dalla forte connotazione corale ed orchestrale con le parti in growl nettamente ridimensionate ed in generale un mood decisamente più catchy e sintetico.

I tempi sono spesso dispari e rendono “All Is One” decisamente più dinamico del suo predecessore; ritornano numerosi momenti dichiaratamente Opeth (“Fail”) ma l’album ci colpisce per la sua elevata qualità percepibile già dopo pochi ascolti; una menzione particolare per il batterista Matan Shmuely davvero indiavolato su tutte le tracce tranne che in quelle che puntano più su atmosfere soffuse. “Our Own Messiah” è uno dei pezzi più tecnici mai composti dagli israeliani, una traccia davvero splendida che obbliga l’ascoltatore a ripartire l’ascolto dall’inizio in virtù di un prodotto davvero unico ed esaltante in alcuni passaggi (complice lo splendido mix di Jens Bogren).

Il messaggio lirico della band è chiaro come non mai: “People Should Be Judged By Their Hearts And Inner Sincerity, Not Their Religious Beliefs” e contribuisce ad una risalita assolutamente non preventivata nella scala del nostro apprezzamento per gli Orphaned Land, che a questo punto aspettiamo di ritrovare live insieme agli altrettanto validi Klone in autunno.

Voto recensore
8
Etichetta: Century Media

Anno: 2013

Tracklist:

01. All Is One

02. The Simple Man

03. Brother

04. Let The Truce Be Known

05. Through Fire And Water

06. Fail

07. Freedom

08. Shama’im

09. Ya Benaye

10. Our Own Messiah

 

11. Children


Sito Web: http://www.orphaned-land.com/index2.html

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Antonio

    Non sono d’accordo, “The never ending way…..” era solo leggermente inferiore a Mabool, questo invece è un disco che alterna cose buone ad altre (troppe dal mio punto di vista) decisamente meno riuscite. Gran parte dell’ispirazione se ne è andata con l’abbandono del chitarrista e pure l’assenza di Shlomit Levi pesa tantissimo sul risultato finale. Disco carino ma troppo “facile” si dimentica con pochi ascolti e questo è un peccato.

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