Hinder – Recensione: All American Nightmare

Take It or Leave It!

Per gli Hinder vale assolutamente questa regola e mettiamo subito le cose in chiaro, io li adoro! Per uno come me cresciuto negli anni 80, nell’epoca d’oro di Motley Crue, Bon Jovi, Poison e colorata compagnia, questo quintetto dell’Oklahoma è diventato l’ancora di salvezza cui aggrapparsi per cercare di rivivere le vecchie amate sonorità e tornare a fantasticare su un determinato life-style che le odierne band U.S.A. sembrano aver dimenticato! Grazie al successo degli Hinder, sono tornati alla ribalta delle classifiche anche i Buckcherry, l’altro contemporaneo gruppo portabandiera del vecchio sleaze-rock, che nel 2006 sconquassò le chart rock di Billboard con quell’inno al sesso che fu “Crazy Bitch”. Alla stessa stregua cito anche i Nickelback, che hanno cercato un’aria di revival ottantiano, assoldando “Mutt” Lange per produrre il loro ultimo album, infarcito di testi da party-rocker, come mai in passato. Aggiungiamoci che i Crue li hanno assoldati come gruppo spalla del loro ultimo “Saints Of L.A. Tour” ed il cerchio è chiuso; il vecchio che prende sotto la sua ala la nuova generazione. “All American Nightmare” è il terzo album su major dopo il triplo platino di “Extreme Behavior” del 2005, e il disco d’oro di “Take It To The Limit” del 2008 senza dimenticare i sei milioni di canzoni vendute in digitale. Anche i numeri sono quelli dei grandi gruppi della “golden age” dell’hard&heavy! La loro formula si indurisce un po’ nei suoni, ma alla fine rimane sempre hard-rock semplice, trascinante, melodico e con l’aggiunta di un pizzico di humour nelle liriche, che punta decisamente in alto. Le dodici tracce, sono tutte potenziali hit-single e i quaranta minuti di durata voleranno via con vostra somma goduria.

Siamo introdotti in questo ‘incubo tutto americano’ da “2 Sides Of Me” dove la voce filtrata del leader Austin Winkler ci avverte che questa non è una canzone d’amore e ce ne accorgiamo subito, colpiti come siamo da questo rock al testosterone con chitarre stoppate dal riffing moderno, e un refrain che vi si insinuerà dentro all’istante. Perfetta opener. La title-track, primo singolo e video, è già una hit nelle radio americane e per descriverla vi lascio alle liriche del primo verso dove Austin si presenta così: “with me it’s gonna be a good story to tell; cash, grass, and ass on the highway to hell“. “What Ya Gonna Do” è un mid-tempo dal vago sapore country, con il solito coro appiccicoso che lo candida a potenziale secondo singolo. Qui la band mostra un lato più maturo, interrogandosi su cosa accadrà quando non saranno più in grado di continuare a vivere le loro vite all’eccesso. E’ un album dove saltare solo una traccia è impossibile. “The Life” è una ballad dall’arrangiamento orchestrale, romantica, trascinante che, nel momento in cui scrivo, è al primo posto delle tracce rock di Itunes U.S.A. e potrebbe dare al gruppo le stesse soddisfazioni ricevute da “Lips Of An Angel” del 2006. La mia canzone preferita è “Waking Up The Devil”, dura, quasi metal, sorretta da un’impressionante mix di chitarre acustiche ed elettriche che ci portano all’ assolo più bello del cd, impreziosito da un flavour orientale. Cito infine “Striptease”, sguaiato inno hair-metal -sicuramente diventerà una delle più gettonate dal vivo- e “Put That Record On”, canzone dai tratti southern-rock in cui i nostri compongono un testo con i titoli delle canzoni di tutti i loro miti musicali, un modo cioè di omaggiare chi ha tracciato loro la strada da percorrere. In conclusione gli Hinder, hanno superato ogni aspettativa. I primi due album hanno mostrato il loro talento mentre questo ci conferma che ormai sono una delle poche nuove certezze nel panorama rock mondiale. Ultima nota di merito è la scelta del produttore Kevin Churko (Ozzy Osbourne, Five Finger Death Punch, Slash), azzeccatissima perché ha smussato qualche “cromatura” di troppo presente nel loro sound e ha reso tutto molto più duro, vero e godibile allo stesso tempo. Comprate “All American Nightmare” ad occhi chiusi!

Voto recensore
8
Etichetta: Universal Republic

Anno: 2010

Tracklist: 01. 2 Sides Of Me
02. All American Nightmare
03. What Ya Gonna Do
04. Hey Ho
05. The Life
06. Waking Up The Devil
07. Red Tail Lights
08. Striptease
09. Everybody’s Wrong
10. Put That Record On
11. Good Life
12. Bad Mutha Fucka
13. Put That Record On (demo)
14. What Ya Gonna Do (demo)
15. 2 Sides Of Me (demo)

Sito Web: http://www.myspace.com/hindermusic

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio B

    Sono pieramente d accordo sulla prima parte di recesione di questo ALL AMERINCAN NIGHTMARE. Il commento sul cd invece va ovviamente a gusti: a me piace un sacco “everrybody’s wrong” oltre alle già citate “the life” & alla scanzonata “Put That Record On”.
    Bell album. voto 7,5

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