Godyva – Recensione: Alien Heart

Anche per i baresi Godyva giunge il traguardo del terzo studio album. Non c’è che dire, nel corso del tempo la band pugliese ha costruito un proprio sound caratteristico e ben definito e tale lo ha mantenuto. “Alien Heart” non si discosta dunque molto dalla formula sicura e vincente che ha reso i due precedenti album (“In Good And Evil del 2006 e “Planetarium” del 2008) dei capitoli discografici di tutto rispetto. La band riesce anche questa volta a bilanciare al meglio melodie intriganti e di immediata assimilazione a un corpus sonoro drammatico che riassume tutte le influenze dell’ensemble, che vanno dal gothic metal degli anni ’90 alla darkwave, assorbendo poi durante il percorso contaminazioni marcatamente più moderne. A dare il via alle danze è “Apocalypse Fire”, introdotto da un pastiche elettronico assolutamente efficace e che subito mette in luce tanto le buone doti tecniche dei musicisti e il piglio elegante del lavoro, quanto l’ottima preparazione della vocalist Lady Godyva, ancora una volta forte di un timbro cristallino e incisivo che regala dei cammei in stile soprano. L’ascolto prosegue senza grossi cali di tensione, l’inventiva è forse messa da parte a favore di melodie studiate per piacere ma la bontà del platter è indiscutibile. Ne abbiamo una prova con la buona rivisitazione del classico “I Feel You (Ti Sento)” dei Matia Bazar e con “Everything Is Over”, brano à la Evanescence con tanto di parte rap e  rischiosamente piacevole (potreste trovarvi a canticchiarla dopo il primo ascolto). Una volta di più, bravi.

Voto recensore
7
Etichetta: Scarlet / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Apocalypse Fire
02.  No Return
03.  Alien Heart
04.  My Earliest Memories
05.  I Feel You (Ti Sento)
06.  In your Eyes
07.  Everything is Over
08.  I Stay Here
09.  Brainstorm
10.  This Light
11.  Apocalypse Final II (Grand Final)


Sito Web: www.godyva.it

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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