Alice Cooper – Recensione: Detroit Stories

Un album che affronta sfumature rock differenti di brano in brano, omaggiando Detroit in quanto protagonista della scena musicale heavy rock del passato, dal punto di vista di un’artista che è nato proprio in questa città e che l’ha vissuta appieno nelle sue diverse sfaccettature.

Ci troviamo a ascoltare “Detroit Stories” , ventunesimo album in studio di Alice Cooper in uscita il 26 febbraio 2021.

Il disco apre la sua tracklist con un’energica cover di “ Rock & Roll” , brano dei dei Velvet Underground che fu dedicato e composto proprio a Detroit, di carattere decisamente rock n’ roll, arricchito dalla partecipazione di Joe Bonamassa che dona un tocco in più di blues al pezzo con il calore della sua chitarra. Con “Go Man Go” l’ascoltatore ha quasi la sensazione di essere nel bel mezzo di un inseguimento in auto, grazie alla frenesia apportata dall’atteggiamento punk. Questo pezzo non è nuovo ai fan di Alice Cooper; infatti era già stato inserito nell’EP “Breadcrumbs”pubblicato nel 2019.

Con “Our Love Will Change The World” troviamo uno stile apparentemente ottimistico, ricco di Good Vibes musicali, che è decisamente inaspettato rispetto allo stile che Alice è solito adottare. Si tratta di una cover degli Outrageus Cherry, originari di Detroit. La melodia è decisamente allegra e spensierata, ma la felicità di questo pezzo è solo apparente, poiché presenta un testo per nulla felice. Questo brano è una sorta di controsenso in quanto l’argomento del testo e il mood nella quale viene affrontato sono esattamente gli opposti;è proprio questa incoerenza di base che rende questo brano geniale: “We have very little respect for everything; very little regard for anything;we’ve got something against so much; and we’re only beginnin”. Introduzione non proprio ottimista, non trovate?

Social Debris” è una bella flebo di rock puro che parla della figura del musicista rock negli anni 70, spesso visto come un “social debris”, ovvero “detrito sociale”, per colpa del suo aspetto talvolta fuori dalle righe.

“Look at me, what you see Is social debris”, canta Alice, supportato dalla ritmica ruvida e efficace.

Eccoci immersi nel perfetto stile Motown con la spensieratezza di ”$10000 High Heel Shoes”, colorata dalle voci femminili che le danno un tocco decisamente vintage, assieme alla sezione di fiati e all’imprinting funky sottolineato dal wah wah sulla chitarra, per poi ritrovare nuovamente una bella carica di rock con “Hail Mary” e “Detroit City 2021”, entrambe in perfetto stile Cooper dove quest’ultima, già precedentemente pubblicata sul disco “The Eyes Of Alice Cooper” è una vera e propria ode alla città con tanto di minuziosa descrizione della stessa. Ci tuffiamo in un turbinio di blues con “Drunk And Love” pezzo imbottito di groove, scanzonato e lento, dove l’artista descrive il colpo di fulmine per una donna per la quale lui “se l’è fatta addosso”. Il testo è molto ironico e le chitarre mantengono un suono molto caldo per rendere il tutto ancora più blusy assieme all’armonica che ritroviamo anche in “Indipendence Dave” , dove questa volta l’approccio è decisamente Boogie, frizzante e divertente, per poi passare alla alla ruvidità di “I Hate You”, che ci ricorda un po’ l’atteggiamento strafottente dei sobborghi della vecchia Detroit degli anni 70’ con una performance vocale molto affine allo stile di Iggy Pop e The Stooges. Con “Wonderful World” l’atmosfera si incupisce rispetto ai brani precedenti e la voce di Alice viene ispirata chiaramente dallo stile di Jim Morrison per quanto riguarda il modo di cantare. Successivamente ci imbattiamo in un altro pezzo precedentemente inserito nell’ EP “Breadcrumbles” intitolato “Sister Anne”, cover degli MC5, che mantiene lo stile rock blues del pezzo originale, omettendo però il finale con la banda. In “Don’t Give Up”, scritto e pubblicato in piena pandemia covid, troviamo un’atmosfera imponente che cresce di intensità e un testo davvero profondo, anzi profondissimo, anticipato da un monologo dove Alice ci sprona a continuare a lottare in un mondo dove è difficile dormire e ancor più sognare, ma dove abbiamo 7 miliardi di fratelli che sono tutti sulla nostra stessa barca.

We’re not fragile – and we sure don’t break easy!

Alla fine del brano è presente l‘invito a chiamare il numero di prevenzione suicidi in caso di bisogno. Un Alice Cooper in veste di supporter per tutte le persone che si sentono giù di morale e stanno ascoltando la sua musica. Ho trovato quest’idea molto nobile e il pezzo interessante musicalmente, oltre che per l’importanza del testo.

Con “Shut Up And Rock” ci viene consigliato caldamente di fare del rock, punto e basta, senza mettere in mezzo necessariamente idee politiche o opinioni riguardanti l’universo. Il messaggio è probabilmente rivolto ad alcuni colleghi musicisti che hanno questo tipo di atteggiamento nei confronti della loro musica, mentre la visione di Alice a riguardo è differente. L’album si chiude con la cover del brano “East Side Story” del songwriter americano Bob Seger.

Se siete dei rocker, probabilmente amerete il modo con cui Alice Cooper ha affrontato le differenti sfaccettature della scena musicale della sua città in questo album, ricco di contaminazioni stilistiche differenti. Un album vero, senza troppi fronzoli. Facile da ascoltare e da apprezzare

Bel lavoro zio Alice!

Etichetta: earMUSIC

Anno: 2021

Tracklist: 01. Rock & Roll 02. Go Man Go 03. Our Love Will Change The World 04. Social Debris 05. $1000 High Heel Shoes 06. Hail Mary 07. Detroit City 2021 08. Drunk And In Love 09. Independence Dave 10. I Hate You 11. Wonderful World 12. Sister Anne 13. Hanging On By A Thread (Don’t Give Up) 14. Shut Up And Rock 15. East Side Story
Sito Web: https://alicecooper.com/

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