Alan Parsons – Recensione: The Secret

The Secret” è un grande evento musicale ed una grande sorpresa, perché ormai il mitico Alan Parsons (grande produttore, collaboratore dei Beatles in “Abbey Road” e “Let It Be”, e responsabile dei suoni di “Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd, infine geniale compositore di successo con il suo “Project”, a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta) sembrava accontentarsi di continuare a proporre in puntuali tours mondiali (fortunatamente anche in Italia) i suoi leggendari successi, e l’ultimo album solista, lo sperimentale “A Valid Path”, risale ormai al 2004.
E invece, probabilmente grazie anche alla nostrana Frontiers Records, il settantenne artista ha deciso di tornare con un disco di materiale completamente inedito ed ispirato ad una delle sue più grandi passioni, la magia e la prestidigitazione, probabilmente ispirandosi anche a film come “The Prestige”.
Non siamo certo davanti ad un lavoro di hard rock (e spesso nemmeno di rock), ma ad un’opera d’atmosfera, prodotta magistralmente e dove ogni intervento vocale e strumentale (alcune splendidi intermezzi di chitarra o sassofono) non è mai lasciato al caso e fa trasparire una eleganza ed una ispirazione di altissimo livello. Parsons non segue le mode e continua a costruire la sua musica come se fosse senza tempo e non mettendosi in competizione con nessuno. Solo lui avrebbe potuto creare questo “The Secret”, il cui maggior difetto è appunto, il suo più grande pregio. Quindi se cercate qualcosa di “movimentato”, questo lavoro non fa per voi, ed anzi, potrebbe risultare difficoltoso all’ascolto. Inoltre, “The Secret” cresce in modo esponenziale, grazie al suo suono stratificato e “denso”. Molte sono dunque le frecce all’arco di Parsons, a partire dall’Overture strumentale “The Sorcerer’s Apprentice”, dove la CMG Music Orchestra di Hollywood è la grande protagonista, insieme ai pregevoli interventi chitarristici di Steve Hackett.
Miracle” è una pregevole melodia poppy valorizzata dalla voce leggera di Jason Mraz, e ammiriamo le sonorità classiche della successiva “As Light Fall”, guidate da una melodia gentile e tipicamente parsoniana.
One Note Symphony” invece si apre in un mid tempo orchestrale arricchito da strepitose armonie vocali, preludio al capolavoro “Sometimes”, un lento intenso e drammatico reso prodigioso grazie all’immenso Lou Gramm (Foreigner), ancora in forma strepitosa. I Beatles sono l’ispirazione principale della delicata “Fly To Me”, mentre “Requiem” è musica da fumoso night club, squisitamente jazzy. “Beyond The Years of Glory” potrebbe diventare un nuovo classico, con la sua atmosfera sospesa e malinconica, insieme al congedo di “I Can’t Get There From Here”, altra melodia intrisa di poesia e romanticismo.
Detto che tutte le prestazioni vocali dei singer chiamati in causa sono da encomiare, non ci resta che ribadire che “The Secret” è un gioiellino dove la magia fuoriesce sia dai testi che dalla musica, riconfermando Alan Parsons come uno dei grandi artisti a sette note del nostro tempo, passato, presente e futuro.

Voto recensore
9
Etichetta: Frontiers Music Srl

Anno: 2019

Tracklist: 01. THE SORCERER’S APPRENTICE (instrumental), 02. MIRACLE (lead vocal: Jason Mraz), 03. AS LIGHTS FALL (lead vocal: Alan Parsons), 04. ONE NOTE SYMPHONY (lead vocal: Todd Cooper), 05. SOMETIMES (lead vocal: Lou Gramm), 06. SOIRÉE FANTASTIQUE (lead vocal: Todd Cooper, Alan Parsons), 07. FLY TO ME (lead vocal: Mark Mikel), 08. REQUIEM (lead vocal: Todd Cooper), 09. BEYOND THE YEARS OF GLORY (lead vocal: PJ Olsson), 10. THE LIMELIGHT FADES AWAY (lead vocal: Jordan Huffman), 11. I CAN’T GET THERE FROM HERE (lead vocal: Jared Mahone) featured in Motion Picture “5-25-77”
Sito Web: http://alanparsons.com/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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