The Great Old Ones – Recensione: Al Azif

Non è morto ciò che in eterno può attendere, e col passare di strani eoni di tempo, anche la morte può morire. Citazione obbligatoria per introdurre The Great Old Ones, gruppo francese assolutamente devoto alla mitologia del ciclo di Cthulhu (H.P. Lovecraft), che con “Al Azif” debutta all’insegna di un black metal debitore della lezione post-core, grazie alla quale la naturale violenza e oscurità del genere viene mediata da un approccio quasi psichedelico e drone.

Prendendo spunto dagli scritti di Abdul Alhazred, l’immaginario autore del Necronomicon (“Al Azif”, appunto), The Great Old Ones ordiscono un sound brulicante e mutevole, come il caos strisciante che fa parte di questo pantheon di oscure divinità (raffigurato nel bell’artwork del chitarrista/cantante Jeff Grimal).

Le sei tracce presentano un’omogeneità e una continuità di fondo per la quale è inevitabile vederle come parti di un unico contesto narrativo, nel quale l’ascoltatore mutua la posizione di inerme osservatore, al cospetto di queste titaniche entità senza tempo, la cui onnipotenza e ineluttabilità sono fonte di un destino di morte e distruzione totale.

Sul fronte prettamente sonoro non si assiste alle complesse strutture math in stile Deathspell Omega, oppure alla follia death dei Portal, come questi presupposti potrebbero forse far pensare, si è bensì in territori più vicini a Krallice, Altar Of Plagues e Wolves In The Throne Room, e quindi a derive sempre più traversali e tangenti all’ortodossia black comunemente intesa. Ne sono la riprova le lunghe sezioni atmosferiche (“My Love for the Stars”), l’uso delle clean vocals, e più in generale un’attitudine più contemplativa che brutale (“Jonas”).

Trattandosi di un debutto “Al Azif” risulta ancor più notevole per l’indubbia capacità della band di comporre brani strutturati e mutevoli, dal considerevole minutaggio, che riescono a evocare un feeling tetro e malinconico, più che angoscioso e orrorifico, come gli scritti di Lovecraft lascerebbero supporre. Il risultato finale, complice anche il buon lavoro in sede di mixing e mastering (rispettivamente Cyrille Gachet e Alan Douches), è davvero valido e convincente, e soprattutto lascia aperte prospettive di future evoluzioni stilistiche ancor più entusiasmanti.

Voto recensore
7
Etichetta: Les Acteurs De L'ombre Productions

Anno: 2012

Tracklist:

01 - Al Azif 7:56
02 - Visions of R'lyeh 6:55
03 - Jonas 9:29
04 - Rue d'Auseil 9:20
05 - The Truth 8:23
06 - My Love for the Stars (Cthulhu Fhtagn) 10:19


Sito Web: http://www.thegreatoldonesband.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. necroschristos@live.com

    vado a prendere il dizionario che devo leggere alekos capelli

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login