Seraphim – Recensione: Ai

Ladies and Gentlemen, ecco a voi i Seraphim, il clone taiwanese dei Nightwish. Arrivederci e grazie, la recensione potrebbe terminare qui. Già, perché i Seraphim non si limitano a copiare vistosamente il ben più dotato combo finlandese solo per quanto riguarda la musica (per la cronaca uno scolorito power/gothic con impostazione lirica della voce femminile), ma addirittura ne imitano alla perfezione il look e più in generale l’immaginario iconografico. Da un punto di vista tecnico i Seraphim sono senza dubbio preparati, su questo non si discute, ma la loro personalità è quantificabile come prossima allo zero. A questo aggiungiamo che ‘Ai’ tende ad arenarsi in un ascolto eccessivamente lungo che sfiora gli 80 minuti. Purtroppo non bastano un paio di idee azzeccate come gli sporadici riferimenti alla musica popolare asiatica o gli accostamenti della singer Pay alle screaming vocals, ‘Ai’ rimane un disco del quale non si sentiva assolutamente il bisogno.

Voto recensore
4
Etichetta: Arise Records / Frontiers

Anno: 2004

Tracklist:

01.Intro
02.Tears
03.Resurrect
04.Implementation
05.Desperate
06.Can’t Take
07.My
08.In The Air
09.Gone (Instrumental)
10.Before
11.Is That?
12.Instantaneous
13.The End
14.My (Chinese Version)


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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