Agoraphobic Nosebleed – Recensione: Agorapocalypse

Poteva andare peggio. Tenendo conto che ci troviamo al cospetto di pazzi furiosi a nome Agoraphobic Nosebleed si potrebbe definire questo nuovo lavoro come easy listening. Sempre di grind-death si tratta, ma nell’insieme “Agorapocalypse” non presenta troppi momenti eccessivamente caotici e i molteplici cambi di tempo sono gestiti con sapiente equilibrio. Grande suono, corposo e pesante, sempre centrato il riffing, con giustificati e ficcanti punti di contatto con crust e hardcore/crossover (D.R.I. e Cryptic Slaughter). E soprattutto una varietà nelle canzoni che raramente si riscontra nel genere. Nei soli 28 minuti di durata del disco fanno infatti la loro comparsa solidi riferimenti al thrash più violento (Slayer su tutti) che aggiungono potenza e dinamismo ai già fulminanti brani e limano di molto l’effetto “noise” che aveva reso così inquietanti e difficili da digerire altri loro lavori. Risultato? Una furia incredibile che non cede mai d’intensità e che coinvolge dal primo all’ultimo secondo. Un’opera che resta destinata alla cerchia degli amanti del genere, ma che davvero fa la sua bella figura. Il consiglio è di ascoltarla tutto d’un fiato!

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse / Masterpiece

Anno: 2009

Tracklist:

01. Agorapocalypse Now

02. Timelord One (Loneliness of The Long Distance Drug Runner)

03. Dick To Mouth Resuscitation

04. Moral Distortion

05. Hung From The Rising Sun

06. First National Stem Cell And Clone

07. Question Of Intergrity

08. Timelord Two (Paradoxical Reaction)

09. Trauma Queen

10. White On White Crime

11. Druggernaut Jug Fuck

12. Ex-Cop

13. Flamingo Snuff


Sito Web: http://www.myspace.com/agoraphobicnb

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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