Agoraphobic Nosebleed – Recensione: “Arc”

Non perdono il “vizio” gli Agoraphobic Nosebleed, e continuano a cambiare pelle spiazzando con successo ascoltatori (e perché no…) anche gli addetti ai lavori. Una band che muta pelle ad ogni respiro, che si prende la libertà di sperimentare sorprendendo gli ascoltatori con nuove direzioni musicali. Non stupisce quindi la “nuova” strada di “Arc”, ep dalle forte tinte sludge e doom che resta attaccato alla pelle per l’intensità delle 3 canzoni proposte dai nostri.

“Not A Daugther”, “Deathbed” e “Gnaw” sono solo un pugno di brani, ma la qualità messa in campo dalla band americana è sempre altissima e ancora una volta ci fa scoprire una sfaccettatura diversa del loro animo musicale. Non aspettatevi sfuriate sullo stile di “Altered State Of America”, perché qua di schegge grind non ne troverete affatto: solo canzoni ragionate e dalla grande componente emotiva.

Colpiscono nel segno anche i testi: il drammatico “Not A Daughter” e la solitudine spettrale di “Deathbed”, schegge di autentico dolore che aumentano la componente emotiva di “Arc” saldando il rapporto tra musicisti ed ascoltatore.

Una entità in continua mutazione quella degli Agoraphobic Nosebleed di Scott Hull, che pur nella brevità della proposta si confermano artisti da seguire con attenzione. Così come sarà molto divertente ascoltare gli altri 3 ep annuncianti dalla band, che rispecchieranno la personalità artistica degli altri membri della band.

Agoraphobic Nosebleed - Arc

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2016

Tracklist: 1 - Not A Daughter 2 - Deathbed 3 - Gnaw
Sito Web: https://www.facebook.com/AgoraphobicNosebleed

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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