Icewind – Recensione: Again Came The Storm

Scoperti e lanciati qualche anno fa dalla sempre lungimirante label nostrana Underground Symphony, tornano sul mercato gli Icewind. “Again Came The Storm” è il secondo album per la band canadese e prosegue lungo i canoni del power metal melodico e sinfonico dell’ esordio, sulla falsariga dei soliti Kamelot, Mob Rules e Skylark, senza ovviamente stravolgere un genere quantomai battuto. La variazione sul tema è l’utilizzo massiccio del pianoforte in fase di arrangiamento, in sostituzione dei soliti archi, ma se da un lato rende il sapore delle song più raffinato, dall’altro ne appiattisce il groove. Gli Icewind vanno a ricercare melodie che si discostino dai cliché del genere e, quando riescono ad azzeccare i ritornelli giusti, come nell’opener “Signs Of Temptation”, risultano più che convincenti. Il lavoro di chitarra è deciso, diretto e ben congeniato, mentre una tirata d’orecchie va sicuramente alla sezione ritmica, quadrata e monotona, quasi sempre in doppiacassa ed assente in dinamica. Non aspettatevi arrangiamenti pomposi e magniloquenti vicini al Film Score metal, perché siamo di fronte ad uno stile più diretto e spiccio nell’uso delle keys, per privilegiare il gruppo nel suo insieme. Al fumo delle orchestrazioni epiche, gli Icewind privilegiano la sostanza e l’arrosto. “Again Came The Storm” viaggia così tra ombre e luci, ma gli spunti dell’incalzante “My Own Tragedy” e della cavalcata “Hymn For A Brighter Dawn” rivelano un gioco di squadra che funziona. Non siamo certamente di fronte ad un capolavoro, ma ad un album a tratti frizzante ed interessante si, e ad una band che sta ancora cercando un proprio marchio di fabbrica, ma non è così distante dal centrare l’obiettivo.

Voto recensore
6
Etichetta: Metalodic Records

Anno: 2010

Tracklist:
01.Signs Of Temptation
02. Blood Stained History
03. My Glorious Burden
04. My Own Tragedy
05. The Last March
06. The Happening
07. Hymn For A Brighter Dawn
08. As Fool We Dance
09. Oh Winter Morning 10. Again Came The Sotrm

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login