A.F.I. – Recensione: The Blood Album

Tornano dopo un periodo piuttosto lungo di silenzio gli Afi. Un ritorno in bilico tra punk, emo (ma esiste ancora? Nda.) ed una determinazione che a volte gira un po’ a vuoto.

Si parte subito con “Dark Snow”, canzone cupa che ben introduce l’ascoltatore nel mondo della band americana. Parte lenta e poi esplode “Still A Stranger”, che tambureggia con il suo punk a tinte gotiche. Molto bello il ritornello, che ricorda i tempi di “Sing The Sorrow” (probabilmente il masterpiece della band) e che coinvolge con i suoi cori ficcanti. Dalle forti tinte gothic “Aurelia”, che con il basso pulsante riesce a porsi tra i The Cure e i Joy Division.

Perla del disco “Hidden Knives”: canzone dal piglio grintoso che si apre in un ritornello di grande spessore. Una probabile hit dal vivo. Bene anche la doppietta “Get Hurt” ed Above The Bridge”, con un Davey Havok (cantante della band) ispirato e convincente.

Difetto principale dell’album? Probabilmente troppe canzoni. Intendiamoci, non è sempre un male, ma quando ti trovi di fronte a canzoni un po’ debolucce (“So Beneath You”, “Snow Cats” e “Pink Eyes” poste a metà album azzoppano il disco, e qualche altra canzone sparsa qua a là a volte non convince troppo come ad esempio la finale “The Wind That Carries Me Away”…..), il dubbio sulla reale concretezza dell’album assale l’ascoltatore. Nonostante le criticità il disco ha un bel colpo di coda verso la fine con il singolo “White Offerings”, che colpisce per le belle trame di chitarra ed un cantato drammatico e – perché no – in un certo qual senso epico.

A conti “The Blood Album” degli Afi è un disco discreto, forse troppo prolisso e con molta probabilità privo di una canzone capace di “spaccare le classifiche”. Gradevole, ben fatto, ma niente più di questo. Una delusione? No, perché i dischi brutti hanno una forma diversa, si riconoscono al primo ascolto e quello degli Afi non fa parte della famiglia. “The Blood Album” è un disco che piacerà ai fan del quartetto. Di sicuro non ne farà guadagnare ai nostri di nuovi.

Voto recensore
6
Etichetta: Concord Music Group

Anno: 2017

Tracklist: 1. Dark Snow 2. Still a Stranger 3. Aurelia 4. Hidden Knives 5. Get Hurt 6. Above the Bridge 7. So Beneath You 8. Snow Cats 9. Dumb Kids 10. Pink Eyes 11. Feed From the Floor 12. White Offerings 13. She Speaks the Language 14. The Wind That Carries Me Away
Sito Web: afireinside.net

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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