Aera – Recensione: Of Forsworn Vows

“Of Forsworn Vows” è il mini album che segna il debutto sul mercato discografico degli Aera, two-piece black metal formato dal multi-strumentista/compositore cileno Ulf Kveldulfsson e dal vocalist/liricista americano Tzel.

Il neonato progetto si presenta con tre pezzi di black epico legato alla tradizione che nulla propone se non una rilettura di canoni ben saldi e in voga negli anni’90, tuttavia con la giusta competenza e cognizione di causa, puntando diretti sul riscontro emozionale.

L’opener “An Affirmation Of Forsworn Vows” mostra subito il modus operandi della band, ovvero la dedizione a un black ruvido e impostato sul mid-tempo dove le melodie semplici ma di effetto sono dettate dalle chitarre, lo screaming è stridulo e la sezione ritmica lineare e costante, mentre i synth costruiscono tappeti melodici ricchi di pathos. La successiva suite “Litany Of Iron” presenta una prima parte nuovamente anthemica ed epica, una seconda più veloce e vicina alla vecchia scuola. “Die Wulvsara” chiude con le sue melodie intense, confermando come la band non cerchi per nulla l’originalità ma riesca a coinvolgere l’ascoltatore grazie a composizioni semplicemente coinvolgenti.

La niccha di pubblico amante dei miti e delle leggende nordiche troverà degli spunti interessanti negli Aera, che noi consigliamo a coloro che sono cresciuti negli anni ’90 con le prime opere dei mai troppo compianti Windir, degli Enslaved e ancora Moonsorrow, Kampfar e Thyrfing.

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum

Anno: 2017

Tracklist: 01. An Affirmation Of Forsworn Vows 02. Litany Of Iron I: Ancient Graves Of The Fallen II: Rekindled Fires 03. Die Wulvsara (Am Ende Der Zweit)
Sito Web: https://aera33.bandcamp.com/releases

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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