Aenimus – Recensione: Dreamcathcer

Giunti al secondo album gli americani Aenimus tentano la strada dell’”horror”, e puntano forte con il loro secondo album “Dreamcatcher”. Disco dalla profonda vocazione “horror”, con i nostri a richiamare sin dall’artwork le atmosfere di un certo scrittore di Portaland…

Un disco decisamente interessante, che omaggia in più di un’occasione Stephen King, che sfrutta il forte legame tra gli appassionati di musica e l’arte di questo grande “sognatore” a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo.

Il quintetto americano colpisce per la capacità tecnica, ne fa sfoggio, ma la bravura non è la colonna sonora unica di queste 10 canzoni. Sin dalla prima, “Before The Eons”, l’impatto non viene lasciato in secondo piano dalla tecnica dai nostri. Niente viene lasciato al caso, ed in soli 5 minuti si riesce a capire l’intensità e le “tavolozza dei colori” in mano ai 5 californiani.

Accelerazioni, aperture melodiche, sfuriate death: il tutto armonizzato con gusto, senza risultare pesante nella struttura. Ma non è solo per l’opener, perché anche nelle restanti nove canzoni i nostri dimostrano capacità di scrittura fuori dall’ordinario. Death metal tecnico, dai tratti prog, con richiami ai Veil Of Maya ed agli onnipresenti Cynic (soprattutto per quanto riguarda certa ispirazione del duo alle chitarre Swafford e Rush ).

Belle e davvero ben riuscite “The Overlook” ( “The Shining”, anyone? Nda.) e “The Dark Triad”, con le loro anime diverse e piene di sfaccettature. La prima dal piglio decisamente più brutale, con una batteria decisamente protagonista nel cavalcare l’atmosfera plumbea e maledetta dell’hotel tra le montagne americane. La seconda invece, partendo “sintetica”, cresce fino ad aggredire chi ascolta. Intensa e drammatica, come il personaggio a cui è ispirata: Hannibal Lecter.

Bello anche il momento di “pausa” offerto da “Between Iron and Silver”: mid tempo canonico nella struttura ma non per questo banale.

I 5 americani, con il loro secondo album, dimostrano di aver qualcosa da dire, forse addirittura più una certa media che affronta il genere. “Dreamcatcher” è sicuramente ascolto da affrontare per chi cerca “strade alternative” nel death metal odierno.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2019

Tracklist: 1. Before the Eons 2. Eternal 3. The Ritual 4. My Becoming 5. The Dark Triad 6. Between Iron and Silver 7. The Overlook 8. Caretaker 9. Second Sight 10. Day Zero 11. Dreamcatcher
Sito Web: https://www.aenimusofficial.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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