Heimdall – Recensione: Aeneid

Si sono fatti attendere addirittura nove anni gli Heimdall. Dopo “Hard Is Iron”, uscito nel 2004, la band campana si era persa per strada e si era temuto lo split-up, ma i fratelli Calluori si sono rimessi in gioco, tornando sulle scene con un album dal titolo ambizioso ed importante come “Aeneid”, concept ovviamente tratto dall’ opera di Virgilio. I nostri, tra i capostipiti della scena power metal made in Italy alla fine degli anni novanta, hanno mantenuto intatta la vena epica di un tempo, compiendo, però, un deciso passo avanti dal punto di vista compositivo.

Sarà il fascino della storia raccontata in musica, saranno i cambi di line-up che hanno portato nuova linfa, ma le dieci canzoni (più tre intermezzi strumentali) del quinto disco degli Heimdall suonano mature e coinvolgenti fin dal primo ascolto. L’opener “Forced By Fate”, in poco più di tre minuti, ci riporta ai tempi di “Lord Of The Sky”, anche se il nuovo frontman, Gandolfo Ferro, sembra possedere maggiore carisma rispetto ai propri predecessori dietro al microfono. “Save You”, con le sue accelerazioni in doppiacassa, è figlia del power sinfonico di ultima generazione, mentre l’incedere eroico di “Waiting For The Dawn” ci mostra un pianoforte protagonista, che marchierà a fuoco molte canzoni di “Aeneid”. Il miglior pregio del nuovo Heimdall è l’equilibrio, un lavoro che evita di strafare, sia nell’ausilio dei cori sia nella corposità degli arrangiamenti, mai troppo ridondanti e magniloquenti. I riff di chitarra dominano la scena e gli interventi di archi e violini sono utilizzati con il giusto dosaggio, per amplificare la potenza e donare all’atmosfera un tocco di classe, perfetto per raccontare le gesta di Enea. Con “Gates Of War” i nostri indossano un abito guerriero, mentre “All Of Us” resta più asciutta ed immediata, confermando la volontà di “Aeneid” di colpire subito, senza gettare fumo negli occhi, né saturando il suono con orchestrazioni superflue.

Gli Heimdall sono tornati in pompa magna, con un disco trionfante ed accattivante, in grado di immergerci perfettamente nel poema epico di virgiliana memoria. “Aeneid” non vuole stupirci né sorprenderci, ma arriva al punto semplicemente rileggendo l’heavy power con intelligenza e la giusta ispirazione.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Scarlet Records / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01. Prologue (intro) 01:14

02. Forced By Fate 03.21

03. Save You 04:20

04. Waiting For The Dawn 03:54

05. Ballad For The Queen 04:50

06. Funeral Song (instr.) 01:38

07. Underworld 04:05

08. Gates Of War 05:03

09. Hero 04:49

10. Night On The World 03:51

11. All Of Us 03:40

12. Away 01.37 (outro)

13. The Last Act 04:58


Sito Web: http://www.heimdallband.com/

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