Wino – Recensione: Adrift

I vecchi rocker hanno il dono del sapersi reinventare e rigenerare di volta in volta e un personaggio come Scott “Wino” Weinrich non ha bisogno di presentazioni. Icona del doom e colonna portante di ensemble storici come Saint Vitus e The Obsessed, l’inossidabile vocalist ha creato nel 2009 questo progetto solista, arrivando sul mercato discografico con un album, “Punctuated Equilibrium”, per la verità non esaltante. Ma questa “brutta gente”, come dicevamo sopra, riesce sempre a rientrare sulla via giusta e a farsi nuovamente apprezzare con un colpo gobbo. “Adrift” mantiene le promesse che il buon Wino aveva fatto ai tempi e attenzione, non lo fa attraverso il doom metal che ci si poteva aspettare, ma con una serie di brani di rock acustico (per la maggior parte solo con chitarra classica e voce), che vengono dal cuore, diretti e sinceri. Il secondo disco solista di Scott odora di Jack e benzina, nei suoi ritmi tranquilli ma comunque accesi, è come se descrivesse il cuore di un vecchio harleysta che si ferma in un bar sulla Highway 66 e racconta tutte le sue storie. Non avrebbe molto senso isolare un brano o due da portare come esempio, “Adrift”, nella sua semplicità esecutiva e nella voce un po’ sgangherata ma così vera di Wino, convince per immediatezza e capacità di coinvolgimento. C’è spazio per la riflessione con “Old And Alone”, per l’amore con “Suzanes Song” e anche per un tributo ai vecchi amici Motorhead con una particolare versione di “Iron Horse / Born To Lose”. Questo è il rock’n’roll! Bentornato, Wino.

Voto recensore
7
Etichetta: Exile On Mainstream / Goodfellas

Anno: 2010

Tracklist: 01. Adrift
02. I Don’t Care
03. Hold on Love
04. Mala Suerte
05. Old and Alone
06. Iron Horse/Born to Lose
07. Suzanes Song
08. D-Bear
09. Whatever
10. Shot in the Head
11. O.B.E.
12. Green Speed
Sito Web: http://www.myspace.com/winoschopper

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