Adramelch – Recensione: Opus

Gli Adramelch, alfieri del metal italiano ed autori nell’arco di 29 anni di storia di quattro album, hanno deciso di sciogliersi dopo aver proposto al pubblico la loro ultima fatica, ossia “Opus”, il quarto capolavoro di una carriera che non ha fruttato un gran numero di opere ma tutte di qualità (vien da aggiungere… meglio pochi album tutti indimenticabili rispetto a discografie infinite con tanti CD di poco spessore).

Opus” esce dopo tre anni dal precedente “Lights From Oblivion” e pur riprendendo alcuni spunti stilistici del precedente lavoro risulta l’ennesima sorpresa; infatti i milanesi hanno sempre rinnovato il loro stile proponendo dischi diversi fra di loro. Il nuovo album mantiene le coordinate progressive del precendente ma punta maggiormente ad un sound più diretto, fruibile ed allo stesso tempo sofisticato ed elaborato, in grado di donare nuove emozioni ascolto dopo ascolto.

I pezzi sono quasi tutti interessanti e degni di nota a partire dall’ottima “Northern Lights” in cui il bravissimo Vittorio Ballerio (cantante) duetta con Aileen Pala (Thought Machine, Holy Shire), creando una miscela inedita per gli Adramelch che conquista fin dal primo ascolto.

Altrettanto immediato e vincente risulta l’opener “Black Mirror”, complice un equilibrio perfetto fra songwriting sofisticato ed immediatezza donata da un refrain indimenticabile che pone subito sugli scudi la singolare ed emozionante voce di Vittorio Ballerio.

Gli Adramelch colpiscono in pieno anche come band ed un esempio lampante è l’ottima strumentale “Ostinato” in cui tutti i musicisti si esprimono in modo egregio; sottolineo in particolare la prova del bassista Sarmax e del batterista Sigfrido Percich.

I milanesi creano ancora meraviglia con un brano come “As The Shadows Fall”, in cui possiamo ascoltare un sound più soffuso, quasi rock, in cui le chitarre del fondatore della band Gianluca A. Corona e di Fabio Troiani, risultano davvero magiche.

Tracce vagamente anni ’70 sono presenti in “Only By Pain” in cui emerge il ruolo dal tastierista Gualtiero Insalaco, che sa aggiungere personalità al pezzo.

Aggiungiamo che l’ottima registrazione realizzata a Lo Studio di Milano da Guido Block (The Event, Lauroja, Noize Machine, Neon Karma) e la masterizzazione ai New Sin Studio di Luigi Stefanini contribuiscono a render più interessante la release, complice una pulizia di suoni ed una limpida armonia globale che conquista.

In conclusione non possiamo che invitare tutti ad ascoltare e dedicare il tempo necessario a far propria la magia di “Opus”, l’ennesimo (e speriamo non ultimo) lavoro di un gruppo che non tradisce mai.

Voto recensore
8
Etichetta: Pure Prog Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Black Mirror
02. Long Live The Son
03. Pride
04. Northern Lights
05. Only By Pain
06. A Neverending Rise
07. Fate
08. Ostinato
09. As The Shadows Fall
10. Forgotten Words
11. Trodden Doll
12. Where Do I Belong


Sito Web: http://www.adramelch.com/

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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