Ade – Recensione: Rise Of The Empire

Il percorso degli Ade prosegue deciso e senza intoppi, inesorabile come una marcia dei legionari romani a loro tanti cari. Dopo l’ottimo “Carthago Delenda Est“, uscito tre anni or sono, la band capitolina continua infatti ad approfondire la propria opera a tema storico, focalizzata naturalmente sulle vicissitudini dell’Impero Romano, con questo nuovo capitolo intitolato “Rise Of The Empire”.

La miscela esplosiva che i nostri ci sottopongono è quella che già abbiamo potuto verificare nelle occasioni passate: un death metal possente, veloce e iper-tecnico, che dimostra come la lezione impartita dai grandi nomi del genere sia stata ben appresa. Una proposta insomma decisamente robusta e quadratissima, che fa della solidità e della compattezza le proprie armi vincenti.

Riscontriamo tutti gli stilemi appena descritti in brani particolarmente esemplificativi quali “Chains Of Alesia”, “Suppress The Riot”, “Veni Vidi Vici” e “Imperator”. Elementi vagamente folkeggianti impreziosiscono invece altri pezzi che compongono il platter come “Empire”, “The Gallic Hourglass”, “Once The Die Is Cast” e “Gold Roots Of War”.

Se proprio dobbiamo dare un consiglio al gruppo nostrano, gli suggeriremmo di colorire con un po’ più di varietà la propria proposizione musicale, in maniera tale da evitare quel tocco di monotonia che emerge a tratti qua e là nel loro ultimo disco (situazione a questo punto forse prevedibile, considerata la maturità ormai raggiunta). Gli Ade di “Rise Of The Empire” confermano in ogni caso il loro status di realtà consolidata e di riferimento all’interno della scena estrema nazionale.

Etichetta: Extreme Metal Music

Anno: 2019

Tracklist: 01. Forge The Myth 02. Empire 03. The Gallic Hourglass 04. Chains Of Alesia 05. Once The Die Is Cast 06. Gold Roots Of War 07. Ptolemy Has To Fall 08. Suppress The Riot 09. Veni Vidi Vici 10. The Blithe Ignorance 11. Imperator
Sito Web: https://it-it.facebook.com/adelegions/

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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