Stahlmann – Recensione: Adamant

I tedeschi Stahlmann proseguono la propria carriera di continuatori, senza infamia e senza lode. La band giunge con “Adamant” alla terza prova sulla lunga distanza e come prevedibile offre un platter ben realizzato e al tempo stesso pesantemente influenzato da acts come Rammstein, Oomph!, Die Krupps e affini. “Adamant” naviga placido nei mari dell’industrial rock tipicamente made in Germany, fatto di ritornelloni pacchiani ma orecchiabili e subito pronti da cantare, robuste chitarre e una voce che si muove tra il romantico e il piacione. A nostro giudizio i brani più rappresentativi si trovano questa volta nella parte centrale dell’album e citiamo le delicate “Leuchtfeuer” e “Der Schmied”, in cui abbondano le dosi di melodia e gli innesti sinfonici, oltre alla pompatissima “Adrenalin” che, con ogni probabilità sarà riproposta in qualche remix per le esigenze del clubbing. Non c’è oggettivamente molto altro da dire, se non che i nostri Stahlmann sono bravi ma derivativi, oppure derivativi ma bravi. Dipende dai punti di vista, o da quanto apprezzate il genere.

Voto recensore
6
Etichetta: AFM / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Die Welt Verbrennt
02.  Süchtig
03.  Wenn Der Regen Kommt
04.  Schwarz (feat. Teufel / Tanzwut)
05.  Leuchtfeuer
06.  Adrenalin
07.  Der Schmied
08.  Paradies
09.  Nackt
10.  Tempel Der Lust
11.  Dämonin
12.  Traumfrau (Bonus Digipak)
13.  Licht (Bonus Digipak)


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Stahlmann/138756019513864?ref=ts&fref=ts

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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